Affermare: Quello è per me, è una delle tappe più significative nell'emancipazione di genere.
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mercoledì 5 giugno 2013
Angeli e no
È sempre appagante quando ordini da bere qualcosa di più (una dose maggiore o una birra più forte) del tuo accompagnatore, e il cameriere tornando al tavolo posa il tuo bicchiere accanto all'altro avventore. Che essendo uomo, avrà ordinato lui questo.
sabato 23 marzo 2013
Ascolta l'infinito
Io sono fortunata. Non potrei chiedere nulla di più a rendere incantevoli i miei giorni.
Poi ci sono un paio di cose che mi riconciliano al creato in maniera totale. Lo yoga, e la birra.
lunedì 24 dicembre 2012
Crescerai, imparerai
Ieri sera abbiamo nuovamente cenato in compagnia della simpatica bionda. La quale con un sorriso smagliante aveva iniziato a prendere posto accanto a me. Forse crede che siamo amiche. Per fortuna con noi c'era un numero considerevole di bambini, allora per farli sedere tutti assieme ci è stato chiesto di scalare di posto, al che io misono fiondata all'altro capo della tavola. Bene. La signora, a un certo punto della serata, mi rivolge un cenno di intesa sollevando una bottiglia di birra e la sento urlare: l'ho presa anch'io.
sabato 15 dicembre 2012
Si veste un cameriere, è domenica sera
La simpatia, come l'antipatia, arriva prima della razionalizzazione. Pare derivi dallo scoprire nell'altro aspetti di noi che accettiamo o condanniamo, ma è comunque una scoperta che avviene in modo quasi extrasensoriale. Puoi innamorarti di qualcuno che non hai mai visto o nutrire profonda antipatia verso qualcun'altro con cui hai scambiato cinque parole in tutto.
Questa signora qua, a me mi è stata sul cazzo dal primo istante in cui l'ho vista. Intanto perché mi sembra del tutto scema, ma trattasi di quelle antipatie che non giustifichi. Ti si leggono in faccia, a detta anche dell'amico comune che ce l'ha introdotta.
Bon, l'altra sera si va a mangiare una farinata in gruppo, e c'era la tizia. Che nell'occupazione dei tavoli mi capita esattamente di fronte. Estraggo l'aifon dalla borsa prima ancora di togliermi cappotto, cappello e accessori. Giusto per comunicare, da subito e in maniera inequivocabile: non sarò di compagnia perché mi farò i cazzi miei col telefono.
Arriva il cameriere per le ordinazioni. Ora io non preferisco la birra alla spina, perché tendenzialmente mi sa di piscio; nella classifica del mio gusto al di sotto della spina bionda ci sono solo Beck's e Haineken. Quindi chiedo che birre hanno in bottiglia. Ogni volta è bello quando il cameriere elenca queste promesse di felicità e tu ne pregusti il sapore prima di scegliere. Quando è ritornato a portare le bibite e mi ha lasciato la mia bella bottiglia davanti, è successo.
La mia dirimpettaia ha avuto l'ardire di pronunciare la seguente frase: - Non ti dispiace, vero, fare a metà?
L'ho guardata senza trovare la forza di emettere suoni. Non mi dispiace fare a metà della mia birra? Intanto, chi ti conosce. E poi, si: certo che mi dispiace!
- No, sai - continua lei - io bevo solo birra analcolica e allora una tutta intera non ce la faccio. Ma visto che l'hai ordinata tu ne approfitto - E nel dire, prende la bottiglia e si riempie il bicchiere.
Bene. Ho imparato che fidarsi della prima impressione su una persona non è azzardato. Ma scientifico. Col tempo le cose possono solo peggiorare.
martedì 2 ottobre 2012
Dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori
Mi piace credere che da insegnanate di lettere posso comunicare ai ragazzini l'amore per i libri. Illusa da questa chimerica ambizione, mi emoziono spesso mentre in classe si legge, si scrive o si parla di letteratura. Coi ragazzini di prima capita di leggere il Decalogo di Daniel Pennac; ironico e acuto elenco dei diritti inalienabili di un lettore, fra cui emerge quello di non leggere. Perché, da che mondo è mondo, ciò che è imposto non piace mai mentre irresistibilmente ci attira la trasgressione.
Allora, i bimbetti possono immaginarsi un loro decalogo per destrutturare, se vogliono, tutta l'idea che gli hanno inculcato dei libri da leggere per forza.
Uno dei nuovi è diventato il mio idolo per aver prodotto la seguente affermazione: io aggiungo il diritto numero 11 che è quello di bere mentre si legge.
Io non so che tipo di bevanda avesse in mente il tondo e paffuto allievo, ma secondo me diventerà un lettore di quelli che possono cambiare il mondo.
martedì 6 marzo 2012
Sempre io che pago. Non è mai successo che pagassero per me
Si legge questo articolo qua. Che il Governo dei tecnici sta proponendo di fermare i tagli alla scuola previsti dal piano Tremonti-Gelmini. In coerenza con il loro essere docenti, quindi intellettuali che magari l'importanza della cultura la considerano e intendono fare qualcosa oltre lo stanziamento dei fondi per la costruzione del tunnel per i neutrini.
Insomma, la notizia è bella. Se il decreto passa, l'organico scolastico si ferma a quello di questo anno e non ci sarano licenziamenti. Che poi, chiamali come ti piace, di questo si tratta.
Quindi io, che dalla scuola mi guadagno la pagnotta, sono contenta. Fedele al mio connaturato spirito di polemica, mi dico: ma allora i soldi che Tremonti voleva risparimare coi tagli, si possono prendere altrove.
Ecco. L'articolo del quotidiano, continuando la lettura, dice anche dove.
Questo secondo provvedimento viene finanziato con un aumento della tassazione su birra e alcolici.
Perché non si può avere una notizia che sia soltanto buona?
domenica 11 dicembre 2011
E fermarsi in trattoria per un panino
Il bello di quando non lavori è che puoi organizzarti e fare una piccola gita, informarti su monumenti e mostre che ci sono nei dintorni, mettersi in macchina e andare per fermarsi al primo autogrill sull'autostrada a mangiare panino con coppa e gorgonzola; e birra, naturalmente, alle dodici di mattina.
sabato 29 ottobre 2011
Sapevi ridere, sapevi il tuo sapore
È l'unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un'abbondanza sprecata. L'ultima, forse, riacquista, con la delusione di finire, una parvenza di potere...
Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata. La beviamo subito, con un'avidità falsamente istintiva. Di fatto, tutto sta scritto: la quantità, né troppa né troppo poca che è l'avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all'infinito... Intanto, già lo sappiamo. Riappoggiamo il bicchiere, lo allontaniamo un po' sul sottobicchiere di materiale assorbente. Assaporiamo il colore, finto miele, sole freddo. Con tutto un rituale di circospezione e di attesa, vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e già svanito. Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della birra che avevamo chiesto. Ma contenente e contenuto possono interrogarsi, rispondersi tra loro, niente si riprodurrà più. Ci piacerebbe conservare il segreto dell'oro puro e racchiuderlo in formule. Invece, davanti al tavolino bianco chiazzato di sole, l'alchimista geloso salva solo le apparenze e beve sempre più birra con sempre meno gioia. E' un piacere amaro: si beve per dimenticare la prima sorsata.
Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita
Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata. La beviamo subito, con un'avidità falsamente istintiva. Di fatto, tutto sta scritto: la quantità, né troppa né troppo poca che è l'avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all'infinito... Intanto, già lo sappiamo. Riappoggiamo il bicchiere, lo allontaniamo un po' sul sottobicchiere di materiale assorbente. Assaporiamo il colore, finto miele, sole freddo. Con tutto un rituale di circospezione e di attesa, vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e già svanito. Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della birra che avevamo chiesto. Ma contenente e contenuto possono interrogarsi, rispondersi tra loro, niente si riprodurrà più. Ci piacerebbe conservare il segreto dell'oro puro e racchiuderlo in formule. Invece, davanti al tavolino bianco chiazzato di sole, l'alchimista geloso salva solo le apparenze e beve sempre più birra con sempre meno gioia. E' un piacere amaro: si beve per dimenticare la prima sorsata.
Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita
mercoledì 19 ottobre 2011
Credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo
L'insegnante è un lavoro di responsabilità e tutela dei minori. Allora devi prestare un po' di attenzione alle vicende personali e familiari di questi tuoi scolari. Ragion per cui, nell'odierno consiglio di classe si discuteva su questo bimbetto qui che ha fatto una settimana (7 giorni) di assenza perché è andato con la famiglia all'October Fest.
- Beato lui! - ho esclamato io, con un impeto di freudiano rilassamento che non sono riuscita a trattenere.
Gli illustri colleghi seduti intorno a me hanno risposto con sorrisi ed apprezzamenti per la battuta sempre pronta della nuova calabrese.
Ma io non stavo scherzando.
venerdì 23 settembre 2011
lunedì 13 giugno 2011
Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua
Domenica 12 giugno, ore 12.30, lungomare del mio paesello calabro.
Noi: Buongiorno.
Ragazza affaccendata dietro al bancone del bar: Buongiorno.
Noi: Potremmo avere una birra?
Lei: Eh...non è in frigo. Non siamo ancora aperti. Ci stiamo preparando. Apriamo domani.
Noi: Buongiorno.
Ragazza affaccendata dietro al bancone del bar: Buongiorno.
Noi: Potremmo avere una birra?
Lei: Eh...non è in frigo. Non siamo ancora aperti. Ci stiamo preparando. Apriamo domani.
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