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venerdì 10 maggio 2013

Vai vai vai, non fermarti mai

Sarebbe così controproducente se gli impiegati statali, invece di essere tutti concentrati nella protezione dei ministri, fossero meglio distribuiti per esempio nelle scuole? 
No, perché credo che per spingere il carrello della Finocchiaro all'Ikea due persone basterebbero, mentre in una scuola a due piani due collaboratori scolastici sono pochino. Poi succede che i ragazzini vomitano, o che ti ritrovi l'auila invasa dalle formiche, e nessuno può venire ad aiutarti. Il mio istinto sarebbe stato quello di prendere una scopa e uno straccio, ma poi ho pensato che rischiavo di creare il precedente. 
Se si sparge voce che gli insegnanti riescono anche a pulire le aule nelle 18 ore, chissà a quale gloriosa riforma dell'ordinamento scolastico potrebbero sottoporci.

martedì 7 maggio 2013

Bum bum batte il cuore bum bum

Io sono un'insegnante di lettere, e come tale posso anche permettermi di giocherellare un po' coi ragazzi tanto comunque loro mi rispettano. Nel senso, se mi alzo a chiedere il silenzio, loro si mettono zitti. 
Oggi, tuttavia, c'è stato un momento in cui ho dubitato di riuscire a gestire l'ordine nella mia classe. E' stato quando, per raccontare il personaggio di un libro che soffre della sindrome di Aspergen, per spiegare la difficoltà di quel personaggio a gestire le emozioni, ho avuto l'infausta idea di adoperare l'esempio di uno che è andato a vedere la partita di domenica ed è contento perché la Juve ha vinto lo scudetto. Mai addentrarsi in labirinti di cui non si conosce ogni recondito anfratto. Sono impazziti. Hanno preso a urlarsi contro, e sentivo ripetere 29, no 31, ma quale 31.  Ho dovuto minacciarli di non ricordo neppure più cosa per riuscire a calmarli. 
Ma gli italiani, si incazzano solo più per il calcio?

domenica 28 aprile 2013

L'Italia derubata e colpita al cuore

Quando si tocca il fondo si scatena la rabbia. E la disperazione. Allora indossi la giacca e la cravatta. E spari.

sabato 27 aprile 2013

Tu vo ffa' l'americano ma sei nato in Italy

Io non sopporto l'idea di vivere in un Paese dove per fare il medico precario sbattuto nei turni di notte di mezza Italia devi aver studiato l'intero scibile, mentre per essere nominato ministro della Sanità è sufficiente un diploma. E le tette.

domenica 21 aprile 2013

Che sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte

Sono stata decisamente contrariata dalle vicende politiche di questi giorni. E adesso mi sento addolorata, proprio dispiaciuta per l'esito delle presidenziali.
Quando sei su una nave che sta affondando, quando la vedi imbarcare acqua e perdere rotta, non puoi più fidarti di nessuno. Sarà l'istinto di sopravvivenza, ma devi fare qualcosa. Tu, con la forza delle tue braccia. E allora sento che in questo momento ognuno di noi deve fare qualcosa, per impedire alla nostra democrazia di affondare. 
Mossa da una prima reazione di forte rabbia, ho pensato di cercare su google come si cotruiscono le bombe con le pentole a pressione. Che noi ce l'abbiamo ma non la si usa praticamente mai.
Poi però io non sono violenta. E credo, continuo a credere che la politica sia bella. Allora sto anche meditando di andare, domani perché l'urgenza di intervenire è impellente, ad iscrivermi a un partito. O a quel che ne resta. Ma sinceramente, non saprei quale. 
In ultimo, ho elaborato l'amarezza con la razionalità, e ho capito che l'unica cosa importante da fare io la faccio già. Acculturare la gente. Bambini, e famiglie. Perché se siamo ridotti così è perché siamo diffusamente ignoranti. La nostra lingua si impoverisce sempre di più. Le librerie vendono sfumature di cazzo o libri di ricette. Saviano è primo in classifica perché fa stato. Cazzo, non puoi non comprarlo (io ovviamente spero che tutti gli acquirenti siano anche lettori, ma non ci giurerei). 
Allora, anche se è contrario alla mia etica professionale e ai miei principi politici, io adesso lo dico: a me la gente ignorante, volontariamente ignorante, mi fa paura. E pure un po' schifo.

Ed un giornale aperto sulla pagina dei film

Oggi è un giorno importante per la Storia d'Italia. Probabilmente il passaggio dalla seconda alla terza repubblica. Questa mattina ho comperato sei testate giornalistiche; non tanto per conservarne memoria, quanto piuttosto per capire, per avere una prospettiva il più ampia possibile. Ho passato tutto il pomeriggio a leggere quotidiani.
Ma io non li so leggere, i quotidiani. Proprio non so sfogliare le pagine, mi fanno male le braccia, mi gira la testa per l'impaginatura a colonne.
Io preferisco leggere libri.

giovedì 28 marzo 2013

Tra sesso e castità

Dice che l'espressione usata dal cantautore ex asessore al turismo ha offeso le donne italiane.
Io ve lo dico, offesa non mi sono sentita per niente.
A parte il fatto che l'appellativo era di genere grammaticale femminile ma non riservato esclusivamente alle donne. Ma io, dicevo, non mi sono sentita offesa.
In tutta onestà, mi sono sentita rispettata.
Io il mio lavoro me lo sono guadagnato onestamente. 
E se chiamiamo col nome adatto chi invece si vende, a me sta bene.

lunedì 18 marzo 2013

Se solo avessi potuto cambiare il mondo all'improvviso

Cari esponenti e sostenitori del Movimento 5 stelle. Complimenti. Quello che di nuovo stiamo vedendo nelle nostre Camere è merito vostro. Se non ci foste stati voi, candidati sarebbero stati i soliti Bindi, Finocchiaro, Franceschini. Invece ci si interroga, si prova a rispondere perché su quegli scranni siede gente che non sono politici, che siete voi. E questo è bello è importante. Difficile, sicuramente. Tanto che siete subito investiti dalla temepsta mediatica e dal sisma del post-voto. Io non ho competenza per parlare di politica. Sento la novità che sta arrivando, ma sento anche un'altra cosa. Che l'euforia del momento non ci dovrebbe far dimenticare. Se torniamo a votare, il risultato potrebbe non continuare ad andare verso questo cambiamento. L'italiano, quando vota, non sappiamo perché, ma vota lui.
Le elezioni in Italia le vince il Cavaliere. Questa è la verità.

sabato 9 marzo 2013

Voi tenete un cappotto cammello che al maxi processo eravate 'o chiù bello

Curiosa coincidenza. Convalescente per problemi di vista così come il beneamato cavaliere. 
A differenza di lui, io non dovevo presentarmi a nessun processo; tuttavia sono stata otto giorni chiusa in casa perché, quando un normale cittadino pubblico dipendente si assenta dal lavoro per malattia, il datore di lavoro manda un medico fiscale a verificare le sue condizioni. 
Mentre l'avvocato del beneamato si è appellato ad ogni diritto costituzionale leso perché la giudicessa gli ha mandato la visita fiscale. Che comunista, quella Boccassini.
Però io una cosa la voglio dire. 
Che se quello là, l'avvocato, continua a insistere su questo concetto dei diritti negati, in realtà non sta affermando che la legge proprio uguale per tutti non lo è? 
Hai problemi di vista? Ebbè, quando arriva il medico fiscale gli dici "buongiorno, non vedo un cazzo e mi hanno ricoverato". Uguale a tutti gli onesti cittadini.

martedì 26 febbraio 2013

L'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare

Il funerale della volpe

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portarono i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.
 La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraio in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi.
Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro:
- È morta, è morta! Facciamole il funerale.
Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco.
Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentiva anche in Francia.
Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e si mangiò tutto il corteo.
La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta.

E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.

Gianni Rodari, Il Libro degli Errori, 1964

lunedì 25 febbraio 2013

Attenzione, nessuno si senta escluso.

Occhei. Sono solo proiezioni, dati estemporanei, eccetera eccetera.
Ma c'è un 30% di connazionali che in questo momento mi sento di mandare calorosamente a fare in culo.

lunedì 21 gennaio 2013

E' l'amico è qualcosa che più ce n'è e meglio è

Da oggi svolta epocale (cit.) nella scuola italiana: le iscrizioni al primo ciclo di ogni ordine scolastico avvengono online. Sul sito del MIUR.
Chiunque abbia anche solo una volta frequentato quel sito sa in concreto cosa significhi questa svolta epocale. Ore davanti a uno schermo a tentare di espletare operazioni che potrebbero essere semplici ma si rivelano cavillose e lentissime.
Quelli del Miur si giustificano adducendo a causa del malfunzionamento l'eccessivo traffico in piattaforma.
Ora, io di informatica e tecnologia capisco davvero poco. Come non mancherà di puntualizzare uno dei mie affezionati e mostruosi lettori. Tuttavia un paragone mi sovviene, e una domanda scaturisce. Se è possibile ad un sito, come feisbuc, di gestire l'accesso contemporaneo di milioni di persone da tutto il mondo, come mai il sito del MInistero della Pubblica Istruzione Italiana non riesce a gestire il numero dei bimbetti che si devono iscrivere alla prima elementare?

mercoledì 16 gennaio 2013

Mi viene il vomito. E' più forte di me

Io non ce la faccio proprio a sentire le cazzate che dicono i politici. Ho provato delusione, rabbia, speranza nel cambiamento, flebile ma comunque speranza, e ancora avversione, senso del ridicolo e vergogna. Adesso sono passata alla repulsione fisica. Quella che mi porta a rifiutare qualsiasi trasmissione televisiva e radiofonica che possa fare campagna elettorale, e a cambiare canale se accidentalmente qualcuno decide di intervistare questi orridi criminali che ci ripropongono le loro facce da culo da vent'anni con lo spudorato coraggio di dirci che sono il cambiamento. Mi sento come quelli che dopo aver mangiato vogliono mettersi le dita in gola. E vomitare. Tutto.

venerdì 28 dicembre 2012

L'Italia derubata e colpita al cuore

L'UdC di Cuffaro. Il PdL di Berlusconi. Ingoria con gli Arancioni. Grasso son il Pd. Ma è una campagna elettrorale o una partita a guardie e ladri?

sabato 15 dicembre 2012

Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due

C'è una barzelletta che mi fa tanto ridere. Perché prende per il culo il pubblico, più precisamente il cervello del pubblico.
C'è un autobus, che parte dal capolinea con 12 persone. Alla prima fermata scendono due passeggeri e salgono 7; alla successiva non scende nessuno ma salgono ancora 3 persone. All'altra fermata scendono 4 persone e salgono 3, di cui una donna che spinge un passeggino con due gemelli. Alla fine del giro, quante fermate ha fatto l'autobus?
Ecco. Te ti sei anchilosato le dita a contare i passeggeri (se sei come me che per fare i calcoli ha bisogno delle mani), hai riposto tutta la tua attenzione sui calcoli complessi tralasciando del tutto le informazioni che poi il barzellettiere ti chiederà.
Ora, ieri la mia amica mi ha mostrato alcuni dei test preselettivi per il concorso. Una delle domande recitava più o meno così: Mario ha qurant'anni, tutte le persone di quarant'anni sono sensibili, non tutte le persone di quarant'anni hanno i capelli bianchi. Ovvio che chi legge reagisca più o meno come nella  barzelletta dell'autobus, si fa il sillogismo mentale per cui Mario è sensibile e non per forza ha i capelli bianchi. Domanda: quali delle seguenti affermazioni su Mario NON è vera?
A me è venuta proprio in mente la barzelletta.
Solo che questa è una domanda sulla base della quale verrà reclutato il nuovo, meraviglioso, rinnovato e preparatissimo corpo docente.
Del resto, in un paese che fa ridere i concorsi non possono che essere barzellette.

mercoledì 5 dicembre 2012

I vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi

Quindi c'è questa cosa dell'invecchiamento attivo. Pare sia una iniziativa dell'Unione Europea, cui l'Italia si conforma prontamente e pienamente.
Andremo alle elezioni, infatti, a scegliere un primo ministro fra Bersani e (sempre più presumibilmente) Berlusconi. A dimostrare all'Europa tutta che i nostri vecchi, altro che attivi. Sono ancora capaci di sbarazzarsi dei giovani. Dicendo che loro sono il cambiamento.
Oh cara Merkel, te quanti anni hai detto che hai? Pivellina!

domenica 2 dicembre 2012

Senza aspettare i cambiamenti del mondo

Ieri, prima giornata di sole dopo una settimana di pioggia ininterrotta, siamo usiciti a piedi in centro. Anche se Savona è una piccola città, il mendicante di turno che ti chiede l'elemosina o ti vende la rosa lo trovi sempre. Ieri si avvicina questa ragazzina, giovane sguardo zingaro, mano tesa, abiti colorati. Non le ho lasciato soldi.
In un momento di crisi come questo - avrei voluto dirle - devo risparmiare monete per votare al ballottaggio. Nel caso in cui chiedano un altro contributo. Poi, dopo, quando avremo votato anche alle politiche, torno io a cercarti. E si chiede l'elemosina assieme.

giovedì 15 novembre 2012

E il cielo sembrava più grande e io mi sentivo già uomo

- Prof, ma quindi quegli insegnanti che ieri non hanno scioperato sono contenti che i politici tagliano i fondi alla scuola?

E non c'è niente da capire

Si può sapere perché il dipendente pubblico, per farsi accreditare quelle quattro lire di stipendio, deve sottostare ad una procedura che manco l'fbi? Farsi identificare dal proprio datore di lavoro, ricevere venti mail con password che poi si annullano a vicenda fino al raggiungimento dell'ultimo codice che però se non rinnovi ti viene annullato e quindi ritorni alla partenza senza passare dal via. Tutto per due miseri soldi che lo Stato segue ovunque vadano. Mentre quelli là si trovano milioni di euro sui propri conti e non lo sapevano.
Qualcosa non quadra.

giovedì 25 ottobre 2012

Certo se fossi al posto tuo io so già che cosa mi direi

Monti chiede. La Fornero dichiara. Berlusconi annuncia. Bersani sostiene. Grillo minaccia. Alfano replica. La Santanché si mostra contrariata. Renzi contraddice. I sindacati promettono. 
Nessuno dei suscritti verbi, di cui i nostri giornali sono così ridondanti, corrisponde ad un'azione che non sia quella di ciarlare. Fare promesse. Da marinaio, si diceva un tempo. Da parlamentare, si potrebbe dire adesso. Che Schettino mica aveva annunciato che sarebbe morto al posto dei passeggeri. Invece i nostri parlamentari non fanno che annunciare. E i giornalisti, a schiera, tutti a dare eco a queste chiacchiere. E se invece li lasciassimo al buio fino a che parlano? Non puntiamogli i riflettori, che poi l'amore per la prima scena li distoglie dal mantenere le promesse. Monti fa pagare. Fornero insulta. Berlusconi tromberebbe. Bersani quando fermerà i taglia alla scuola poi ce lo fate sapere. Ma solo usando il passato prossimo. Ha fermato. Grillo nuota. Alfano tace. La Santanché va dal chirugo plastico. Renzi guida il camper. I sindacati non si oppongono. Che belli i verbi del fare.