mercoledì 16 gennaio 2013
Ma Paolo e Francecsa quelli io me li ricordo bene
domenica 4 marzo 2012
La matematica non sarà mai il mio mestiere
venerdì 28 ottobre 2011
Mi innamoravo di tutto
lunedì 20 giugno 2011
Qui soffia il vento d'Africa e ci dice tenetemi fermo
lunedì 30 maggio 2011
Quanto piccolo è il suo cuore e grande la montagna, quanto taglia il suo dolore più di un coltello
mercoledì 30 marzo 2011
Si! Stupendo! Mi viene il vomito
lunedì 6 dicembre 2010
Leggero nel vestito migliore
La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. Paul Valéry ha detto: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume.
...leggeri come un uccello, quindi con una direzione, un itinerario, un progetto... e con una scrittura leggera che non è frivolezza, ma precisione, aderenza perfetta tra contenuti e parole... anche su internet è la scrittura leggera e sintetica quella che si impone, che viene colta anche con un solo sguardo... leggera e trasparente nello stile... leggera e rarefatta nella sua destrutturazione in paragrafi, titoli, sottotitoli, che però sulla pagina disegnano un sistema, una macchina che funziona.
lunedì 8 novembre 2010
Senza fiato
martedì 16 marzo 2010
Ipse dixit
Il cardinal Bertone, ad un giornalista che gli chiedeva di esprimersi circa la perdita di credibilità della Chiesa (perdita di credibilità? Come gli sarà venuto in mente, poi… giornalisti faziosi, e comunisti!), il cardinal Bertone dicevamo ha così risposto: la Chiesa ha la protezione di Qualcuno dall’alto.
Meglio di lui lo disse, un bel po’ di tempo fa, tale Boccaccio Giovanni. Costui era uno che di certo non la mandava a dire, e affermò che gli uomini di chiesa sono la prova vivente dell’esistenza di Dio. Essendo Boccaccio autore ironico, il senso di questo assunto si capisce meglio nella seguente precisazione: che se non ci fosse Dio, con il livello di credibilità che hanno gli uomini di Chiesa, il cristianesimo si sarebbe già estinto. Questo, nel 1300.
Sono passati più di seicento anni, ma le cose non cambiano. Tranne che nella gradevolezza del sostenitore di questa tesi, ecco.
martedì 23 febbraio 2010
Meriggiare pallido e assorto
Poco prima, un servizio al telegiornale iniziava col queste parole. Che poi costituiscono l’incipit di una nota poesia di Montale. O almeno a me, nota.
La signorina giornalista se ne andava carina a intervistare gente per strada, che io posso anche capire l’imbarazzo se tu te ne stai a fare i fatti tuoi e una ti ferma con microfono e telecamera chiedendoti se conosci questa poesia. Per cui, espressione smarrita: giustificata.
Naturalmente, tutti i signori intervistati smarriti ignoravano la poesia. Un ragazzo ha detto: Montale….di che periodo è?
Questi sono i momenti in cui capisco al frase dei film: hai il diritto di tacere, tutto quello che dirai potrebbe essere usato contro di te.
Orbene, nell’ignoranza generale della poesia che, a detta della signorina giornalista carina, non si impara più a memoria nelle scuola, il servizio rispondeva con una rivelazione. Il faccione tondo di Mario Venuti che canta meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d’orto. Eccetera.
La rivelazione è che c’è un cd musicale nel quale grandi artisti della canzone italiana (Spagna, Iva Zanicchi, vabbè) cantano le poesie.
Che presa in sé, l’idea potrebbe pure essere carina. Se consideri i testi di certe altre canzoni, come quello che deve fare l’amore in tutti i laghi, capisci che ascoltare Spagna che canta Leopardi potrebbe non dispiacerti del tutto.
Poi, continuando a seguire il servizio rivelatore di conoscenze eccelse, ho scoperto che questo cd l’ha finanziato il Ministero della Pubblica Istruzione.
Che, se non ricordo male, è lo stesso ministero che ha ridotto le ore di Italiano nelle scuole. Il cerchio si chiude, la conoscenza è completa: ti compri il cd, le poesie te le ascolti in cuffia nell’mp3 mentre vai sul motorino, i professori non ti servono più a nulla.
Indi uscimmo a riveder le stelle.
Che non è una canzone di Valerio Scanu.
sabato 26 settembre 2009
the winner is...
Torniamo alle cose eclatanti.
E' uscito un nuovo giornale. Indipendente. Giornale di fatti, che evoca Montanelli e Biagi e sul quale scrive un tipetto niente male con degli occhi verdi che mo ve lo dico,a me piace parecchio.
E' proprio bello, il gironale intendo. Fa il tutto esaurito nelle edicole già alle 9 del mattino: ecco la prima cosa eclatante. Molti di noi - fra questi tanti solo per curiosità, ammettiamo pure - stanno riscoprendo il sapore della parola scritta che profuma di carta. Compri un giornale e lo porti con te, ti ritagli del tempo di silenzio. E leggi.
Poi, seconda cosa eclatante, quello che leggi è bello. Ancora (perdonatemi l'eccessivo romanticismo). Non sono notizie buttate lì con una mano sulla tastiera del pc e l'occhio all'orologio che devi fare in fretta e scrivi proprio le prime cose che ti passano per la mente. No. Quelli che scrivono sono nomi che ti viene di sistemarti i capelli prima di leggere.
Periodi lunghi ma scorrevoli, subordinate - non erano decedute allora le subordinate - incastonate nel periodo come pietre levigate, virgole al posto giusto dove proprio ti aspetti una virgola, e i punti fermi... spettacolari. Ti inchiodano nella lettura e ti costringono a dire qui mi fermo e rifletto, oppure prendo fiato dopo la notizia agghiacciante che mi hai dato. Ma soprattutto parole belle. Colte. Inconsuete. Parole che circondi con un cerchio di penna e poi apri il vocabolario per cercare il significato preciso. Meraviglioso! Cosicché quando termini la lettura hai addirittura imparato meglio la tua lingua.
E allora io, se avessi qualche potere a questo mondo, al Fatto Quotidiano assegnerei un premio. Non so, il premio nobel magari. Dico così il premio nobel perché è il primo che mi viene in mente. E' un premio famoso, tanto che alcune persone si costituiscono in comitati spontanei (spontanei?) per chiedere che questo premio famoso venga assegnato a qualcuno.
E secondo me pure questo è un fatto eclatante: c'è un comitato spontaneo che chiede il nobel per il nostro presidente del consiglio.
Il nobel per la politica? No.
Lui è uno forte come imprenditore. Forse un nobel per l'economia, allora? Nemmeno.
Ah, a proposito: il nostro presidente è ancora quello del tetto delle immissioni di gas nell'atmosfera. Su e giù. Premio nobel per l'ambiente? Neppure.
Se per caso avete già letto gli articoli di quel tale con gli occhi verdi che a me piace parecchio, sarete informati dei processi a suo carico. Molti processi, veri o montati dai giudici sovversivi non si sa. Di certo, sempre vincitore lui. Ma allora il premio nobel per la giustizia? Mica lo so se esiste, ma si può fare un altro comitato spontaneo per istituirlo e assegnarlo al premier. Non è ancora questo a cui hanno pensato, però.
Un premio nobel per il presidente più simpatico umorista dei 150 anni della nostra storia? Si potrebbe, stiamo ancora sorridendo tutti per il giovane bello e abbronzato.
Ma no! un nobel è un premio serio, mica si assegna per le barzellette.
Diamogli il premio nobel per la pace.
Silenzio attonito dei miei poveri neuroni sopresi.
Come?
Il comitato spontaneo, forse consapevole di simili possibili reazioni nel popolo pessimista e farabutto, cura un sito
per spiegare le motivazioni.
Si aprono le porte della conoscenza.
Il candidato al premio nobel per la pace stringe la mano al papa.
Beh, certo: ora è tutto più motivato.
Cammina fra le macerie del terremoto accanto a un giovane alto e abbronzato (che coincidenza, non si può assegnare un nobel per più motivazioni?)
Poi c'è un inno, che ti fa affezionare alla causa sicché, dopo aver capito con la mente, partecipi col cuore.
Eclatante, davvero.
E siccome la mia adrenalina ieri era troppo alta e mi impediva di prendere sonno perché pensavo a tutto questo clamore, ho guardato la tv fino a tardi (anche questo sarebbe eclatante ma è troppo personale e non voglio essere egocentrica).
C'era Roberto Saviano, in tv.
Roberto Saviano è uno che quando parla tu riesci a stento a respirare. Ha visto il mondo cattivo, lui. Quello vero in cui la gente muore ammazzata solo perché stava passando a piedi in un certo posto proprio in quel momento. Sa dei traffici illeciti che portano soldi agli uomini d'onore, e che poi a te ti fanno venire il tumore se hai la sfortuna di vivere giusto sopra la discarica abusiva di rifiuti tossici.
Roberto Saviano ha negli occhi tutto questo. Lo vedi quel lampo di spavento e rabbia. La senti la voce piena di mondo, racconta e tu ascolti senza respiro, col cuore che batte più veloce.
Roberto Saviano ha nelle mani le parole belle che hanno descritto quel mondo a tutto il resto del mondo. E per questa ragione vive nascosto come un ladro. Lui ha sacrificato i suoi trent'anni di labbra carnose e sorriso profondo per cambiare il mondo cattivo. Qualcuno gli ha detto che morirà.
Non come tutti noialtri. Prima.
Ammazzato.
Ora se io avessi qualche potere a questo mondo, istituirei un premio nobel. Anzi, prenderei quello che già c'è. Per la pace.
E candiderei Roberto Saviano e Silvio Berlusconi.
Signori, votate,
The winner is......
