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domenica 14 aprile 2013

Voglia di stringersi e poi

Finalmente la casa inondata dal profumo del bucato steso al sole.

sabato 23 marzo 2013

Ascolta l'infinito

Io sono fortunata. Non potrei chiedere nulla di più a rendere incantevoli i miei giorni. 
Poi ci sono un paio di cose che mi riconciliano al creato in maniera totale. Lo yoga, e la birra.

martedì 8 gennaio 2013

E sarà un'altra donna che amerà

Se entrassi in possesso di una bacchetta magica con poteri straordinari credo che cambierei...
Normalmente, in un tema, avrei scritto le solite cose, di certo non sbagliate, come "cambierei il mondo, farei in modo che tutto andasse per il meglio, che tutto sia perfetto". A dire il vero ci sono delle cose che vorrei modificare nella vita di tutti i giorni, ma ora non sono più tanto convinta di volerle cambiare. 
In effetti io ho praticamente tutto: una bellissima famiglia, dei grandi amici (anche se mai niente è davvero ideale). E io penso che se tutto fosse davvero perfetto, questo perderebbe la sua sepmlicità, la sua importanza, la sua magia.
Ovviamente questo riguarda solo la mia vita, infatti ci sono cose che vorrei completamente escludere dal mondo e cioè la cattiveria, la guerra dove alla fine ci rimettono i più deboli.
Io cambierei questo, e anche se so che nella realtà non esistono bacchette magiche il mondo può davvero diventare migliore e noi che ne facciamo parte con tanta buona volontà e un pizzico di magia possiamo arrivare a un mondo dove libertà e pace non siano soltanto parole.

lunedì 31 dicembre 2012

Signora Bovary coraggio pure tra gli assasini e gli avventurieri

Io sono una ragazza fortunata, anche perché nella mia sconsiderata dipendenza dai libri c'ho pure un amico che scrive. Che scrive e pubblica, voglio dire. E scrive parecchio bene. E allora parlare di un libro con chi l'ha scritto è un piacere sublime.

domenica 16 dicembre 2012

Des pas sur la neige

Ci sono persone con cui è particolarmente gradevole scambiare parole.

sabato 15 dicembre 2012

Stonata

Orgogliosa, serena e contenta di non essere in nessun altro posto che qui.

mercoledì 12 dicembre 2012

Bella come un lunedì di vacanza

Il corpo docenti è composto in prevalenza da donne. Dicono che sia segno del poco prestigio attribuito alla professione. Sempre sta benedetta questione femminile, vabbé.
Visto che il corpo docenti è composto in prevalenza da donne, quando uno dei tuoi sparuti colleghi ti si avvicina e ti dice: come sei bella... sono soddisfazioni.

domenica 10 giugno 2012

An evening with

Il suono del pianoforte. Il rumore delle onde lunghe. Il paradiso deve essere molto simile a questo.

mercoledì 23 maggio 2012

E il cuore di simboli pieno

Il bello del posto in cui vivo, è il senso del bello che sfiora tutte le cose. Fino a trasformare una caratteristica che altrove sarebbe un limite in punto di forza. Che, insomma, è il segreto per vivere meglio. Per esempio, la scarsità di suolo. A scuola ci insegnavano che la Liguria è una stretta fascia di terra, dove il suolo è una risorsa poco presente, per cui i contadini utilizzano un metodo di coltivazione del suolo che si definisce "a terrazza". Eccetera. 
Ora, nella realtà, questa mancanza di suolo si traduce in questo: tu cammini, tipo che stai andando dal dottore o in lavanderia, e alla tua destra ci sono asfalto, autobus, semafori, strisce pedonali. Ma alla tua sinistra, ma proprio subito alla tua sinistra, c'è il mare. E ci sono sdraio, ombrelloni, lidi, pedane di legno sul tramonto profumato di salsedine. Ecco. La mancanza di suolo, qui dove vivo, è una meraviglia.

sabato 14 aprile 2012

Mi sono fatto una strada e ho costruito un ponte

Quando ero bambina mi affascinava la favola che l'arcobaleno fosse un ponte verso la felicità: all'estremità di quell'arco di colori, si racconta, c'è una pentola d'oro che contiene i tuoi migliori desideri. Per un periodo ho creduto alla fiaba che alla fine dell'arcobaleno, se l'avessi seguito, avrei trovato la mia anima gemella. 
Il bello delle favole è che danno leggerezza al cuore. Sai che sono solo fantasie. Ma ti piace crederci, per sollevare il pensiero dall'unidimensionalità del mondo concreto verso l'astrattezza del sogno.
Due giorni fa, guidavo verso scuola. E mi sono trovata a camminare dentro l'arcobaleno. Ho attraversato un orizzonte blu e verde e giallo. E indaco (che chi l'ha mai visto, l'indaco, oltre che nell'arcobaleno?). Era vicinissimo.
E' stato la mia strada.

mercoledì 4 aprile 2012

Gli anni d'oro del grande Real

-Prof, ma si è tolta da feisbuc?
-Noooo
-E perché?
-Scriveva dei commenti così belli
-E i Pensieri Superflui?

sabato 24 marzo 2012

Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso

Il mare. Dormire fino a che ne hai voglia. Il mare brillante del mattino. Le mattine in cui non suona la sveglia. Il ruomore del mare di notte. I libri. Il tramonto. Il tramonto in Salento. La Tennent's. Indossare le calze autoreggenti e un paio di tacchi altissimi. Il soufflé al cioccolato di Luly. Togliere un paio di tacchi altissimi quando i piedi ti fanno male. Togliere i tacchi sotto al tavolo del locale, fare il piedino al tuo uomo, e rimettere i tacchi senza che nessuno se ne sia accorto. Le poesie di Wislawa Szymborska. Il suono del pianoforte. Chattare con persone intelligenti. Addormentare mia nipote. I romanzi di Dostoevskij. Gli alunni quando non urlano. Fare l'amore. Le carezze sul viso dopo che hai pianto. Gli abbracci quando non ti vedi da tanto tempo. Il pollo alla birra. Ridere. Camminare all'aria aperta. La tagliata del Casale del Sole. Il giorno del mio compleanno. La crema catalana del Casale del Sole. Gli uomini che non hanno paura. Il primo giorno quando cambia l'ora da solare a legale, o viceversa, che comunque non capisci mai che ore sono. Le sorprese. Le farfalle nella pancia. La certezza che comunque andrà, andrà tutto bene; perché la Vita è meravigliosa.

sabato 21 gennaio 2012

Capire tu non puoi ma chiamale se vuoi emozioni

Esiste un negozio di scarpe presso il quale è possibile acquistare decolleté a partire dal numero 34. Ma non è tutto. Ti danno in dotazione un cuscinetto antiscivolo che ti impedisce di assumere le sembianze della bambina che indossa i vestiti della mamma. E io l'ho trovato.

sabato 3 dicembre 2011

I giardini di marzo si vestono di nuovi colori

Quello che conta è il "quasi", e il condizionale. A tutta prima, sembra una pazzia. Siamo all'inizio di marzo, abbiamo avuto una settimana di pioggia. E poi, da stamani, è spuntato il sole, con un'intensità smorzata, una forza tranquilla. Il pranzo è pronto, la tavola apparecchiata. Ma anche dentro, tutto è cambiato. La finestra socchiusa, i ruomori di fuori, una leggerezza nell'aria.
"Si potrebbe quasi mangiare fuori". La frase arriva sempre nello stesso istante. Proprio prima di mettersi a tavola, quando sembra troppo tardi per sovvertire il corso del tempo, quando l'antipasto è già sulla tovaglia. Troppo tardi? Il futuro lo decidi tu. Forse sarai così pazzo da precipitarti fuori, a passare lo straccio sul tavolo del giardino, a suggerire maglioni, a canalizzare l'aiuto che ciascuno offre con brio maldestro. Oppure ti rassegnerai a mangiare al caldo - le sedie sono troppo bagnate, l'erba così alta...
Poco importa. Quello che conta è il momento della frase. Si potrebbe quasi... è bella la vita al condizionale, come nell'infanzia:"potremmo fare cos': tu sei..." Una vita inventata che prende in contropiede le certezze. Una vita quasi: l'aria fresca a portata di mano. Una fantasia modesta, una ventata di saggia follia che cambia tutto senza cambiare niente.
Talvolta diciamo:" si sarebbe quasi potuto..." Questa è la frase triste degli adulti che hanno mantenuto in equilibrio sul vaso di Pandora solo la nostalgia. Ma ci sono delle volte in cui cogliamo il giorno nel momento fluttuante delle possibilità, nel momento delicato di un'esitazione onesta, senza orientare in anticipo il giogo della bilancia. 
Ci sono giorni in cui si potrebbe quasi.

Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita

mercoledì 28 settembre 2011

Poi coi secchi di vernice coloriamo tutti i muri, case vicoli e palazzi

Alunno rimproverato perché chiacchierava durante una composizione in classe: - Prof, gli stavo chiedendo di che colore ho i capelli; dato che sono daltonico -
Brusio diffuso. I bimbetti non sanno cosa vuol dire, daltonico.
La prof, che non sapeva di questo difetto del ragazzino, si cava d'impiccio chiedendo a lui stesso di spiegare ai suoi compagni cosa voglia dire.
- Non riesco a distinguere bene i colori - dichiara candidamente lui.
Visto che dalle sue parole non emerge particolare disagio, la prof aggiunge: - vede le cose di colori diverse da come le vediamo noi -
Si alza un coro entusiasta: - ma che bello! Che cosa divertente! - E tutti, curiosi, a chiedergli di che colore vedesse la sua maglia, o lo zaino del compagno. Lui rispondeva, sempre più divertito.
- Visto? - conclude la prof - grazie a D. abbiamo una classe più colorata di tutte le altre -
Cosa c'è di più bello di un lavoro che ti permette di colorare il mondo?

venerdì 23 settembre 2011

Una giornata perfetta

No. Cioè. La scuola dove lavoro si trova qui.

sabato 17 settembre 2011

Sapore di sale, sapore di mare che hai sulla pelle

Insomma, alla fine anche un'irriducibile single come me trova dei vantaggi, nella vita di coppia.
Ce ne ho messo di tempo, per accettare quest'idea. Però. 
Le zanzare, per esempio. Ti passano accanto nella totale noncuranza, perché preferiscono nutrirsi del sangue di quell'altro. Vuoi mettere, la differenza con l'essere single?

mercoledì 7 settembre 2011

Voglio una vita spericolata

Non sono ancora trascorsi 365 giorni. Quindi meno di un anno fa la mia vita scorreva ancora lungo i binari consueti. 
Nel giro di un anno, o poco meno, ho:
1) incontrato l'uomo migliore del mondo
2) avuto il primo incarico a scuola come insegnante di sostegno
3) fatto un trasloco da Lecce a Rocca Priora
4) costruito una storia che è diventata sempre più importante
5) deciso di andare a vivere assieme al mio uomo
6) deciso di trasferici in Liguria
7) cercato e trovato una casa sul mare
8) arredato casa nuova
9) fatto un trasloco da Rocca Priora a Savona
10) avuto il secondo incarico a scuola come insegnante di lettere 
Ora io non lo dico per annunciare i fatti miei, né per avere un premio. Lo dico in risposta a quanti, con graditissimo interesse, mi chiedono come mai stia scrivendo poco.
Ecco. Io al mattino quando inizio a svegliarmi faccio ancora fatica a capire dove sono, ma proprio che mi mancano le coordinate temporali. Poi, solo dopo aver aperto gli occhi, ho la conferma che non è tutto un sogno. Ma il dubbio e la confusione ce l'ho ancora ogni mattina.
Adesso, se posso esprimere un altro desiderio (un altro???!!!), vorrei che restasse tutto cos'ì. Com'è. 
Anche perché un altro cambiamento, cado a terra stecchita!

mercoledì 20 luglio 2011

Dalla pace del mare lontano

Lo scorso anno ero parecchio sfiduciata. Pronta a cambiare, a lasciare tutto; ma pronta a una virata verso il basso. Non sapevo come immaginare la vita che avrei avuto, ma la aspettavo meno bella di quella di prima. Invece. Il mare qui ha un colore nuovo e semplicemente superbo.

giovedì 16 giugno 2011

I migliori anni della nostra vita

"La ricorderemo sempre come una persona eccezionale che ama fare il suo lavoro al meglio e che non perde mai la speranza di insegnare molte cose importanti a persone alle quali nessuna insegnante aveva avuto mai la pazienza e il modo in cui fargliele capire [...] Con la sua dolcezza e il suo spiccante sorriso ci ha insegnato che studiare non serve per prendere bei voti e tornare a casa col cuore felice, ma serve a garantire un futuro all'altezza dei nostri sogni"
dalla Lettera d'Addio che mi hanno scritto gli alunni.