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venerdì 10 maggio 2013

Vai vai vai, non fermarti mai

Sarebbe così controproducente se gli impiegati statali, invece di essere tutti concentrati nella protezione dei ministri, fossero meglio distribuiti per esempio nelle scuole? 
No, perché credo che per spingere il carrello della Finocchiaro all'Ikea due persone basterebbero, mentre in una scuola a due piani due collaboratori scolastici sono pochino. Poi succede che i ragazzini vomitano, o che ti ritrovi l'auila invasa dalle formiche, e nessuno può venire ad aiutarti. Il mio istinto sarebbe stato quello di prendere una scopa e uno straccio, ma poi ho pensato che rischiavo di creare il precedente. 
Se si sparge voce che gli insegnanti riescono anche a pulire le aule nelle 18 ore, chissà a quale gloriosa riforma dell'ordinamento scolastico potrebbero sottoporci.

sabato 9 marzo 2013

Voi tenete un cappotto cammello che al maxi processo eravate 'o chiù bello

Curiosa coincidenza. Convalescente per problemi di vista così come il beneamato cavaliere. 
A differenza di lui, io non dovevo presentarmi a nessun processo; tuttavia sono stata otto giorni chiusa in casa perché, quando un normale cittadino pubblico dipendente si assenta dal lavoro per malattia, il datore di lavoro manda un medico fiscale a verificare le sue condizioni. 
Mentre l'avvocato del beneamato si è appellato ad ogni diritto costituzionale leso perché la giudicessa gli ha mandato la visita fiscale. Che comunista, quella Boccassini.
Però io una cosa la voglio dire. 
Che se quello là, l'avvocato, continua a insistere su questo concetto dei diritti negati, in realtà non sta affermando che la legge proprio uguale per tutti non lo è? 
Hai problemi di vista? Ebbè, quando arriva il medico fiscale gli dici "buongiorno, non vedo un cazzo e mi hanno ricoverato". Uguale a tutti gli onesti cittadini.

giovedì 14 febbraio 2013

Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare sono un italiano

Lo so che in classe non bisogna orientare le giovani menti verso le tue proprie idee. Però conosco anche la seduzione del potere: le giovani menti sono lì, potrebbero prendere la direzione che io scelgo di dare loro. E quando fai questo lavoro, ci pensi, che certi miti puoi demolirli. Ne hai il potere. E allora non resisto. 
Quando stimolo una discussione e li vedo riproporre passivamente i modelli televisivi, li sgrido. Uso l'esplicito paragone con la De Filippi, intimando la differenza tra una scuola, dove si impara a pensare, e lo studio televisivo di Amici.
In realtà critico ciò che ignoro, poiché io le trasmissioni della Maria non le ho mai guardate. Sicché ignoravo totalmente chi fosse Annalisa. Giovane promessa della musica, bella gnocca savonese, lanciata sulla ribalta della musica italiana esattamente dalla De Filippi. 
Lo ignoravo fino a ieri. Quando alla sera l'ho vista in tivvù a San Remo. Ma al mattino avevo scoperto che la suddetta artista è la figlia di una mia collega. 
Insomma, quello che io ignoravo magari i discenti lo conoscono. Per cui, in simile lampante caso di allievo che supera per conoscenza il maestro, mi vedo costretta a non denigrare più la trasmissione. Perché parlar male dei colleghi davanti agli alunni non è mio costume. Neppure implicitamente. Ohibò.

giovedì 15 novembre 2012

E il cielo sembrava più grande e io mi sentivo già uomo

- Prof, ma quindi quegli insegnanti che ieri non hanno scioperato sono contenti che i politici tagliano i fondi alla scuola?

E non c'è niente da capire

Si può sapere perché il dipendente pubblico, per farsi accreditare quelle quattro lire di stipendio, deve sottostare ad una procedura che manco l'fbi? Farsi identificare dal proprio datore di lavoro, ricevere venti mail con password che poi si annullano a vicenda fino al raggiungimento dell'ultimo codice che però se non rinnovi ti viene annullato e quindi ritorni alla partenza senza passare dal via. Tutto per due miseri soldi che lo Stato segue ovunque vadano. Mentre quelli là si trovano milioni di euro sui propri conti e non lo sapevano.
Qualcosa non quadra.

sabato 20 ottobre 2012

O con diverse scarpe su una strada sola

In questi giorni sto pensando spesso di voler cambiare lavoro. Per una serie di motivi. Vorrei fare la commessa in un negozio di scarpe a Roma, magari in via del Corso.Vorrei che la mia unica responsabilità fosse quella di scegliere le scarpe giuste per la Polverini. Forse così potrei risparmiarmi tutte le prediche dei governanti e le politiche di tagli. Non ho ancora sentito i ministri lamentarsi di chi vende loro le scarpe, infatti.

martedì 2 ottobre 2012

Se c'è qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà

Ieri è stata una giornata di quelle premestruali in cui ti prenderesti a morsi da sola, aggravata dal suo essere lunedì e dall'aver esordito con una pioggia verso la quale eravamo ancora del tutto impreparati. Oggi per fortuna c'era un profumato sole autunnale, e per recuperare buonumore me ne sono uscita nìbel bella a camminare in centro. Volevo comprarmi un libro, così tanto per riconciliarmi col mondo.
Entro nella bella libreria del centro.
Incontro una collega. Una semplice conoscente, ma essenedoci incontrate per lo più alle convocazioni, che sono momenti di degrado umano e umiliazione totale, quando ti rivedi ti senti accomunata dall'intensità che deriva dall'aver condiviso esperienze significative. Lei mi rivolgeva il profilo, parlava con la libraia. Discretamente, mi avvicino. Non volevo interromperla, visto che per me il consulto col libraio ha una valenza sacra e mi disturba non poco essere disturbata o anche solo avvicinata.
Mantenendo la distanza imposta dal pudore, arrivo però nel raggio uditivo della conoscente collega lettrice. La quale stava cercando dei libri per preparasi al concorso. Superato il primo attimo di smarrimento, la sento spiegare che no, non esitono dei testi specifici ma possono andar bene intanto manuali di allenamento ai test di cultura generale.
Io ho girato le spalle e sono uscita. Questa volta con minore discrezione, anzi a passi indignati. Ho perso la voglia di comprare libri. Che può testimoniare lo stato di alterazione emotiva in cui quella scoperta mi ha gettato.
Poi non chiedetevi perché gli operai salgono sui tetti per difendere i loro contratti. Mentre noi insegnanti ce la lasciamo mettere nel culo. Con la rincorsa.

martedì 4 settembre 2012

Allegro ma non troppo

Stamattina in radio publicizzavano un concorso per un posto come clarinettista nell'orchestra della Rai. Ho deciso che parteciperò. No, non so suonare il clarinetto. Non so suonare nessun altro strumento. A dire il vero non sono neppure in grado di leggere uno spartito, ma posso impegnarmi, studiare, imparare. Ed evitare così l'umiliazione di continuare a fare concorsi ed essere esaminata su qualcosa che credo di saper fare da tempo.

lunedì 27 agosto 2012

Maturità t'avessi preso prima

C'hanno fatto un film. Che un gruppo di quarantenni veniva convocato dal liceo frequentato perché bisognava rifare gli esami di maturità. Era una commedia ispirata ad uno dei più ricorrenti incubi da ansia, ossia dover superare nuovamente un ostacolo già oltrepassato.
Ma, come diceva quello là, non c'è nessuna espressione artistica che non trovi, prima o poi, attuazione nella realtà. Sicché ti svegli una mattina -anzi, personalmente mi è successo una sera prima di andare a dormire, ancor più affine agli incubi da commedia all'italiana - e l'illustre signor ministro ti comunica che devi rifare un esame già fatto.
E si, perché non l'ho sentito dire in maniera abbastanza chiara. Tutti i mila docenti cui sarà rivolto il concorso a cattedra, lo stesso esame l'hanno già fatto. Oddio, se proprio vogliamo essere pignoli, noi della SSIS ne abbiamo fatto molteplici. Nello specifico: un esame di ammissione, articolato in 3 prove; una serie di esami in singole discipline lungo 3 anni di studio; un esame finale per conseguire l'abilitazione. Siamo risultati idonei a tutti questi esami. Però, si, ecco, la cattedra promessa non c'era più. Pazienza, aspettate. Ok, aspettiamo. Nel frattempo uno magari ha anche lavorato, quindi rispetto al precedente livello di preparazione - già più volte ritenuto idoneo, ripeto - ha in più anche l'esperienza in classe. 
E invece scatta la commedia all'italiana. Dobbiamo fare un altro concorso. 
C'aveva ragione quello là, la vita reale supera sempre i peggiori incubi.

martedì 5 giugno 2012

Stessa spiaggia stesso mare

Sono talmente stanca che l'unico pensiero superfluo che riesco ad articolare è: voglio che arrivi luglio

venerdì 25 maggio 2012

Tu dov'eri

Oggi sono stata a scuola dalle 9.30 alle 17.00. Ho mangiato solo un magnum e ho avuto il tempo di far pipì una sola volta. Naturalmente non ci sono straordinari pagati. 
Ma noi siamo quelli che abbiamo due mesi di vacanza.

sabato 5 maggio 2012

Tu sei un ragazzo pulito, hai le orecchie piene di sapone

Ho deciso. Fino a che continuerò ad insegnare, non accetterò mai incarichi in scuole vicine al posto in cui abito. Perché poi esci, e incontri alunni, mamme, padri in giro. Questo è fastidioso. Purtroppo, l'insegnante ha - o quantomeno cerca di mantenere - un ruolo di rispettabilità. Tu sei l'educatore, il depositario di un sapere che, per quanto svalutato, è pur sempre un bene. E allora a chi ti incontra per strada devi offrire un'immagine di te consona al ruolo.
Ecco perché io voglio lavorare ad una distanza sufficiente dal posto in cui abitualmente esco per diletto. Perché quando esco per diletto, io ruoli non ne voglio avere.
La scuola dove lavoro adesso, dista 25 km da casa. Sufficienti a preservarmi da incontri alunneschi. Fino ad oggi.
Oggi è un fine settimana di maggio. Allora capita che la gente, dal paesino, se ne viene giù in città. Sicché ho incontrato l'allegra famigliola del mio alunno, comprensiva dell'alunno stesso, mentre camminavo e mangiavo un wafer caldo ricoperto di nutella; e, avvolta dalla lussuria del cioccolato, ero altresì impegnata a non farmi gocciolare la nutella dappertutto. E' stato in questo preciso momento che li ho incontrati. 
Tutto sommato, però, averli incontrati poco prima, mentre mangiavo carne argentina e bevevo vino, sarebbe stato peggio.

giovedì 3 maggio 2012

Il mio gorilla, fate attenzione, non ha veduto mai una scimmia potrebbe fare confusione

Ora questa storia che quel cazzone del Trota, che per amor di Dio, c'avrà altre qualità, ma astuto non sembra; dicevo, questa storia che quel cazzone del Trota si è laureato 14 mesi dopo essersi diplomato. E che si è laureato presso una università privata in Albania, a me mi sta facendo girare proprio le palle.
Ma assai.
E, chissà come mai, mi sovviene di quella volta in cui la signora Elsa ci ha detto che noi giovani italiani vogliamo trovare il lavoro facilmente vicino casa.
No, magari le due cose non hanno attinenza.
Tranne, forse, che entrambe mi fanno girare proprio le palle.

martedì 1 maggio 2012

Primo maggio, su coraggio

L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

giovedì 22 marzo 2012

Gianna non perdeva neanche un minuto per fare l'amore

Io con la mente lavoro parecchio. Nel senso che se sto facendo una cosa ne sto pensnado almeno altre due contemporaneamente, e non sempre connesse fra loro. Oggi, mentre ero al lavoro e spiegavo Hitler, la sua politica di spazio vitale, il concetto della purificazione della razza ariana e i campi di sterminio, mi vagavano per la mente immagini per nulla consone a quanto stava accadendo intorno a me. Ma proprio per nulla.
Credo di aver fatto il peggior oltraggio possibile a quella merdaccia di Adolfo, però!

martedì 13 marzo 2012

Per niente stanca

Offresi in subappalto lavoro da insegnante precaria. Cercasi collaboratore per correzione compiti in classe (nella maggior parte dei casi temi di italiano, ma anche compiti di storia e/o geografia); prezzo trattabile. Astenersi perditempo.

martedì 6 marzo 2012

Sempre io che pago. Non è mai successo che pagassero per me

Si legge questo articolo qua. Che il Governo dei tecnici sta proponendo di fermare i tagli alla scuola previsti dal piano Tremonti-Gelmini. In coerenza con il loro essere docenti, quindi intellettuali che magari l'importanza della cultura la considerano e intendono fare qualcosa oltre lo stanziamento dei fondi per la costruzione del tunnel per i neutrini.
Insomma, la notizia è bella. Se il decreto passa, l'organico scolastico si ferma a quello di questo anno e non ci sarano licenziamenti. Che poi, chiamali come ti piace, di questo si tratta.
Quindi io, che dalla scuola mi guadagno la pagnotta, sono contenta. Fedele al mio connaturato spirito di polemica, mi dico: ma allora i soldi che Tremonti voleva risparimare coi tagli, si possono prendere altrove.
Ecco. L'articolo del quotidiano, continuando la lettura, dice anche dove.  
Questo secondo provvedimento viene finanziato con un aumento della tassazione su birra e alcolici.
Perché non si può avere una notizia che sia soltanto buona?

 

giovedì 2 febbraio 2012

Ma sei, sei come la neve sei

Ti accorgi di essere terrona quando nevica. E per te neve coincide assolutamente con blocco delle attività e reclusione in casa. Ti accorgi di essere terrona quando chiami le colleghe per chiedere se il giorno dopo bisogna andare a scuola e quelle ti rispondono: certo, perché no?

sabato 21 gennaio 2012

E avremo le speranze di figli in prestito

Alla vista di due ragazzini intorno ai dieci anni che si prendono a calci nelle palle, l'uomo medio può avere due tipi di reazioni: ignorarli, o preoccuparsi che si facciano male. In entrambi i casi, l'uomo medio li lascerà giocare. Che tutti sono cresciuti prendendosi a calci nelle palle.
C'è però una categoria intermedia. E sono quelli che si avvicinano per rimproverarli.
Quando l'istinto sta per portarti nella categoria intermedia, il pensiero di presentare il curriculum all'Ikea si fa sempre più presente.

venerdì 20 gennaio 2012

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Le regole della scuola servono a sottometterci e sottovalutarci.
Ha scritto un alunno.
Ribadisco l'invito: chi sostiene che quello dell'insegnante sia un lavoro semplice, si faccia sotto. Lo sfido a duello.