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mercoledì 29 maggio 2013
Non ebbi dubbi mai
Poi ne parli in classe con i tuoi alunni. Non tanto per educare, quanto forse più per sentire il loro punto di vista. I loro pensieri. Le paure e le speranze. E senti che questo mondo può davvero cambiare.
mercoledì 15 maggio 2013
Un treno per l'America senza fermate
Io credo che i libri sono magici. Che parlino fra loro e con noi. Credo che non è il lettore a scegliere il libro ma il libro a scegliere il lettore perché ha qualcosa da dirgli proprio in quel preciso momento. E adesso ne ho le prove.
Perché mentre ero in aeroporto in attesa del cambio, con un po' di tempo vuoto davanti che passavo ad osservare visi e immaginare strade, su una sedia poco lontano da me l'ho visto. Abbandonato. Con la copertina rivolta verso il basso. Un libro.
Un libro che ho deciso dovessere essere mio prima ancora di aver visto cosa fosse. Avrei preso anche le ricette di Benedetta Parodi. Ma essendo i libri magici, mi sono avvicinata con la sacra convinzione che quel libro fosse lì solo per me.
Lo sollevo. Lo giro lentamente fra le mani.
L'amore, il sesso e lo yoga.
Dalle recensioni pare sia abbastanza banale; ma cosa importa. Trovare un libro che parla di yoga ha unito due delle mie più profonde passioni in un attimo solo, di pura casualità o di destino segnato. Chissa.
Inizio a leggerlo.
Questa mattina, poi, i miei ragazzi dovevano fare il compito in classe. Tre ore di tema. A meno che non abbia altre verifiche da correggere, cosa che oggi non accadeva, porto con me un libro quando loro hanno da scrivere. Sinceramente il dubbio sull'opportunità di portare in classe un libro con la parola SESSO bella grande in copertina mi è venuto; ma poi mi son detta che, ahimé, agli alunni non è mai importato molto delle mie letture. Almeno non dei libri che ho portato loro in classe. Leggere lasciando con finta indifferenza la copertina posata sul tavolo non sarebbe stato difficile. Sicché loro scrivevano i temi e io leggevo le mie pagine.
Quando si alza incuriosita la voce: Cosa legge, prof?
Non lo so se il mio volto immerso nelle yogiche letture li ha interessarti, o cosa. Spero vivamente nella prima ipotesi.
Un romanzo che parla di yoga, ho risposto.
Chissà, magari il libro magico ne appassionerà almeno qualcuno alla lettura o alla pratica dell'ashtanga. Voglio sperare. L'ipotesi che siano stati incuriositi dalla loro prof che legge libri pornografici, non voglio neanche prenderla in considerazione.
martedì 7 maggio 2013
Bum bum batte il cuore bum bum
Io sono un'insegnante di lettere, e come tale posso anche permettermi di giocherellare un po' coi ragazzi tanto comunque loro mi rispettano. Nel senso, se mi alzo a chiedere il silenzio, loro si mettono zitti.
Oggi, tuttavia, c'è stato un momento in cui ho dubitato di riuscire a gestire l'ordine nella mia classe. E' stato quando, per raccontare il personaggio di un libro che soffre della sindrome di Aspergen, per spiegare la difficoltà di quel personaggio a gestire le emozioni, ho avuto l'infausta idea di adoperare l'esempio di uno che è andato a vedere la partita di domenica ed è contento perché la Juve ha vinto lo scudetto. Mai addentrarsi in labirinti di cui non si conosce ogni recondito anfratto. Sono impazziti. Hanno preso a urlarsi contro, e sentivo ripetere 29, no 31, ma quale 31. Ho dovuto minacciarli di non ricordo neppure più cosa per riuscire a calmarli.
Ma gli italiani, si incazzano solo più per il calcio?
giovedì 25 aprile 2013
martedì 26 marzo 2013
Facciamo bene a stare insieme stasera
Si sa che nelle scuole italiane non ci sono soldi. Quindi se un povero cristo di insegnante ha bisogno di assentarsi, è estremamente difficile trovare chi lo sostituisca. Ragion per cui gli alunni vengono spediti, a piccoli gruppi, in altre classi. Il risultato per la didattica è disastroso. Perché la mattinata si risolve tutta in gruppi ruomorosi di ragazzi che vagano da una stanza all'altra portandosi dietro sedie, ed effetti personali. Qualcuno ha con sé anche dei libri, ogni tanto. Tipo coi quaderni per fare i compiti.
Oggi, all'ultima ora, mi arriva in classe una tipa che aveva con sé un libro, ma non era un libro di scuola. Erano le cinquanta sfumature di grigio.
Mi corre il dovere di puntualizzare che l'età degli alunni di scuola secondaria di primo grado va dagli 11 (undici) ai 13 (tredici) anni. Qualcuno compie i 14 i primi mesi di terza media.
Ma non è presto perché leggano un libro che parla così tanto (e male) di sesso?
Io sarò bigotta, retrogada, e vecchia.
E credo che fra le mani di una ragazzina di 13 anni dovrebbe esserci, che ne so, Nick Hornby, o Bianca come il latte rossa e verde; Harry Potter o Lo strano caso del cane morto ammazzato; La vita davanti a sé o Il mondo di Sofia. Roba da ragazzi.
Ma non quella roba lì.
Si, sono vecchia.
A me me piacc'o bluse
Io: -Che poi, dovete saperle le regole mica solo per il voto. Ma perché chi parla bene fa bella figura. Con la gente. Con le ragazze....
Alunno: -Prof, i presentatori in televisione dicono "a me mi".
Sottinteso: tu perché ci fracassi le palle urlando come un'isterica ogni volta che dopo aver detto "a me" ci accingiamo a pronunciare una m?
Io lo so che la televisione fa male. Mi rema contro.
sabato 23 marzo 2013
Ovunque tu stia viaggiando con zingari o re
I geyser sono vulcani in miniatura, e i fiordi sono svincoli.
Che ne sapete, voi.
martedì 5 febbraio 2013
Il tempo non inganna
Era una settimana che non vedevo i miei alunni della classe con cui ho lavorato anche l'anno scorso. Non è una questione di prefernze, ma solo di affetto maturato nel tempo. L'ultima volta che sono andata a scuola prima di ammalarmi è stato martedì scorso; sono rientrata ieri ma non ho lezione con loro al lunedì. Arrivo in classe alla penultima ora di oggi, dopo un tempo che mi è sembrato infinito trascorso senza vederli.
Quando sono entrata, erano tutti cambiati. Cresciuti. Ma davvero, evidente nei loro volti. Mi sono emozionata.
I vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi
Io non sono una brava insegnante. Ai miei alunni di prima media non gliene faccio leggere classici. In antologia, trascritti in linguaggio pseudosemplificato, mi fanno cagare. Che uno il classico se lo deve leggere in lingua classica se non che gusto c'è. In lingua classica credo che sia troppo presto per la media dei pulzelli di 11 anni. Si, qualcuno capace di aprrezzare magari ci sarebbe, e so di essere la causa della rovina intellettuale di quel qualcuno. Nella media, mi piace leggere assieme a loro libri piacevoli, moderni, divertenti. Io non sono una brava insegnante perché vorrei che imparassero che ci si può divertire, con un libro.
Oggi abbiamo letto assieme un passo di Nick Hornby. Che nel mio immaginario da insegnante mediocre e lettirce onnivora rappresenta una scrittura moderna, divertente, veloce ma non vuota. I miei piccoli discenti, ai quali ho insegnato a controllare sempre il libro da cui i brani sono antologizzati, per prima cosa vanno al fondo del racconto proposto (credo anche per stimare quanto lunga sarà la rottura di palle, ma questa è un'altra storia) e leggono il titolo del libro. Un ragazzo, nel caso di oggi. Di Nick Hornby.
Uno dei miei, di ragazzi, senza neanche alzare la mano perché l'emozione era troppo incontenibile, prorompe in un: -ma è vecchissimo questo libro, è del 2001!
Ecco. Lì ho avuto la percezione che lo scarto generazionale che mi separa da loro è maggiore di quanto abbia creduto fin'ora.
giovedì 24 gennaio 2013
Ci sono molti modi
Secondo me il marito di Francesca ha sbagliato a ucciderli, ma anche loro potevano fare le loro cose di nascosto.
Dallo svolgimento di un compito sul canto V dell'Inferno dantesco
mercoledì 16 gennaio 2013
Ma Paolo e Francecsa quelli io me li ricordo bene
Gli ho spiegato il canto di Ulisse, agli alunni. Che mi emoziono a (illudermi di) comunicare nelle loro giovani menti la bellezza della poesia e la profondità di certi contenuti. Avevano da imparare a memoria la terzina della conoscenza. Fatti non foste a viver come bruti.
Ed è stato commovente vederli tutti concentrati e sentirli recitare le parole sulle quali ho basato la scelta della mia professione. E' stato meno commovente sentire uno di loro chiedere il permesso di essere il primo a recitare "la filastrocca".
Mi fido di te, cosa sei disposto a perdere
Questa mattina un discente paraculo mi fa: -Prof, lei è la prof migliore che abbiamo. -
Avendo un superio che mi fa fare una vitaccia che diosololosa, mi sono subito detta quanto la comune vulgata fra le insegnanti va affermando, e cioè che se gli alunni ti preferiscono è perché sei troppo buona.
Gliel'ho chiesto, al paraculo.
-Cosa intendi, per migliore? La più preparata o la più buona?
Il poverino è stato visitato da tutte le 50 sfumature di rosso, e poi ha risposto che, ovviamente, entrambe le cose.
Successivamente incontro una collega, con la quale mi fermo a discutere di alcuni alunni con i cosiddetti, benedetti, e ormai famosi fra i miei pensieri superflui, Disturbi Specifici di Apprendimento. 'Sta qua ad un certo punto afferma: -Io lo dico sempre, anche se poi mi danno della fascista; bisognerebbe tornare a scuole differenziate per i ragazzi con problemi, oppure almeno a classi differenziate! -
A quel punto mi sono rivolta al superio e gli ho detto che forse sarò anche l'insegnante più buona, nella classe del paraculo; ma, insomma, considerando ciò che offre la piazza, credo che tutti i torti l'infante non ce li abbia. Suvvia.
martedì 8 gennaio 2013
E sarà un'altra donna che amerà
Se entrassi in possesso di una bacchetta magica con poteri straordinari credo che cambierei...
Normalmente, in un tema, avrei scritto le solite cose, di certo non sbagliate, come "cambierei il mondo, farei in modo che tutto andasse per il meglio, che tutto sia perfetto". A dire il vero ci sono delle cose che vorrei modificare nella vita di tutti i giorni, ma ora non sono più tanto convinta di volerle cambiare.
In effetti io ho praticamente tutto: una bellissima famiglia, dei grandi amici (anche se mai niente è davvero ideale). E io penso che se tutto fosse davvero perfetto, questo perderebbe la sua sepmlicità, la sua importanza, la sua magia.
Ovviamente questo riguarda solo la mia vita, infatti ci sono cose che vorrei completamente escludere dal mondo e cioè la cattiveria, la guerra dove alla fine ci rimettono i più deboli.
Io cambierei questo, e anche se so che nella realtà non esistono bacchette magiche il mondo può davvero diventare migliore e noi che ne facciamo parte con tanta buona volontà e un pizzico di magia possiamo arrivare a un mondo dove libertà e pace non siano soltanto parole.
Muta d'accento e di pensier
- Prof, lo sa che a giugno noi strumentisti suoniamo una canzone cantata da Giuseppe Verdi?
sabato 15 dicembre 2012
Poi all'improvviso arriva l'età di amare follemente l'uomo che non va
Spiegavo le funzioni di Propp e la fiaba ai miei discenti di prima. Mi sono soffermata, anche perché lo stesso libro accennava a questo aspetto, sul valore archetipico delle fiabe. Su co e questo prezioso e meraviglioso patrimonio orale sia nato per guidare i ragazzi alla "cerimonia di iniziazione" e su quanto ancora oggi possiamo trarre di insgenamenti dalle fiabe.
Una bella e molto brava alunnetta, occhi grandi e modi da donnina, mi chiede come mai il premio sia spesso un principe azzurro.
-Insomma, conclude con accento che sembrava quasi polemico - che cosa ha di speciale il princpe azzurro? Che insgenamento dobbiamo trarne?
Non mi sembrava vero. Mi sono passate per la mente, veloci e intense come lampi durante un temporale, alcune possibili risposte su Jung, Donne che corrono coi lupi, femminismo, amazzoni, mitologia. Ho preso un profondo respiro e ho iniziato a rispondere, cercando di essere ordinata, precisa ed essenziale.
Anche le altre compagne sembravano interessate. Dopotutto, è l'età in cui scoprono l'amore.
Quei cazzoni degli alunni maschi, invece, hanno inziato a fare confusione e battute sull'idea di principe azzurro. Al che mi è sembrato evidente che non tutto l'uditorio era pronto a sentirsi dire certe cose. Rimprovero per richiamare l'ordine, e torno a spiegare in generale le funzioni.
Ma la mia prediletta, alla fine della lezione, mi si avvicina e insiste: -prof, qualche altra volta me la finisce di spigare la storia del principe azzurro?
Certo, cuore mio. Te lo spiego. Chissà, magari riesco a salvarti.
venerdì 30 novembre 2012
Elogio alla sublime convivenza
-Ragazzi, oggi è la giornata mondiale contro la pena di morte. Sapete che vi sono alcuni Stati che ancora oggi... [pippone introduttivo]. Voi cosa pensate della pena di morte?
-Secondo me va bene. Perché chi ammazza se ha paura di essere ammazzato lui magari ci pensa prima e non lo fa
-Secondo me invece no. Perché se uno ammazza e tu lo ammazzi, non ti fermi mai e diventa un mafiottismo
giovedì 15 novembre 2012
E il cielo sembrava più grande e io mi sentivo già uomo
- Prof, ma quindi quegli insegnanti che ieri non hanno scioperato sono contenti che i politici tagliano i fondi alla scuola?
sabato 27 ottobre 2012
Dai diamanti non nasce niente
- Vediamo di ricostruire l'atteggiamento del narratore: perché, secondo voi, evita i posti più turistici di Lisbona e si attarda nei vicoli e lungo le strade comuni della città?
- Perché cerca una birra che costi poco
-Anche. Infatti nei posti turistici i prezzi sono alti per necessità di mercato. Spesso anche per speculazione
- ...
- E poi, per quale altro motivo?
Sguardi attoniti e annoiati
- Quali vantaggi ci possono essere nel vedere posti non turistici in un paese straniero?
- Risparmiare
- E oltre ai soldi, non ci possiamo guadagnare nient'altro?
- E qual'è il vantaggio di guadagnare altro?
Questa volta sono io che guardo l'uditorio di piccoli discenti con sguardo attonito. Incredulo. E montante di rabbia.
- State dicendo che i soldi sono l'unica cosa importante?
-Sìììììì - coro unanime
Prego il dio della pazienza di riuscire a trovare un tono da amorevole educatore. Rincaro:
- State dicendo che avere l'Iphone5 è più importante che avere un amico?
-Sìììììììììììììììììì
martedì 2 ottobre 2012
Dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori
Mi piace credere che da insegnanate di lettere posso comunicare ai ragazzini l'amore per i libri. Illusa da questa chimerica ambizione, mi emoziono spesso mentre in classe si legge, si scrive o si parla di letteratura. Coi ragazzini di prima capita di leggere il Decalogo di Daniel Pennac; ironico e acuto elenco dei diritti inalienabili di un lettore, fra cui emerge quello di non leggere. Perché, da che mondo è mondo, ciò che è imposto non piace mai mentre irresistibilmente ci attira la trasgressione.
Allora, i bimbetti possono immaginarsi un loro decalogo per destrutturare, se vogliono, tutta l'idea che gli hanno inculcato dei libri da leggere per forza.
Uno dei nuovi è diventato il mio idolo per aver prodotto la seguente affermazione: io aggiungo il diritto numero 11 che è quello di bere mentre si legge.
Io non so che tipo di bevanda avesse in mente il tondo e paffuto allievo, ma secondo me diventerà un lettore di quelli che possono cambiare il mondo.
martedì 19 giugno 2012
Un vecchio e un bambino si preser per mano
Alunna: - Prof, si deve fare l'aifon
Alunna: - Prof, che cellulare ha?
Io, mostrando il mio cellulare: - ...
Alunno: - Come quello di mia nonna!
Alunna: - Prof, che cellulare ha?
Io, mostrando il mio cellulare: - ...
Alunno: - Come quello di mia nonna!
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