Al momento mi sento più attratta dal silenzio che dal suono delle mie parole.
Visualizzazione post con etichetta scrivere. Mostra tutti i post
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mercoledì 12 giugno 2013
Un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
Questo blog va in vacanza. A tempo indeterminato. Nel senso che per un tempo che non so determinare i pensieri superflui li terrò per me.
giovedì 30 maggio 2013
L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
Negli ultimi giorni i pensieri superflui mi sono stati scomodi.
Hanno causato discussioni e considerazioni che probabilmente io faccio fatica a gestire ma che non sono nelle intenzioni di questo spazio.
Che io immagino come un bicchiere di vino per accompagnare leggerezze.
Non voglio che abbia questo peso.
domenica 14 aprile 2013
Passa 'o tiempo e nun te cride cchiù
Guardo con sgomento la data dell'ultimo pensiero superfluo che ho prodotto.
E' passato così tanto tempo?
Che vergogna! Sonon una donna totalmente inaffidabile. Il problema di questo periodo, però - che non mi scagione dall'inaffidabilità, ben inteso - è che ho un sonno devastante. E appena ho due minuti in cui non lavoro, non sono a yoga e non ho faccende domestiche da sbrigare, io mi addormento. Con la testa sul tavolo della cucina, tipo. Le mie giornate sono un susseguirsi veloce di attività fra una dormita e l'altra.
Aprile dolce dormire, come dice quello là.
Il divano di casa mi fa l'effetto delle sirene di Ulisse. Gli passo accanto diretta a fare qualcos'altro, lui chiama con la sua voce suadente, io mi ci poso un attimo e mi sveglio dopo un'ora. Fino a questo pomeriggio ho attribuito il fenomeno esclusivamente al mio sonno devastante. Ma oggi anche Paolo si è addormentato a piombo sul divano. Allora io credo che qualcuno gli abbia fatto un incantesimo, al nostro divano. Che ci scagiona da qualsivoglia accusa di pigrizia o indolenza.
giovedì 14 febbraio 2013
Fiumi di parole
Una delle cose belle dell'aifon è che la fila alla posta, così come l'attesa dal dottore, le puoi trascorrere scrivendo.
sabato 20 ottobre 2012
Di sole e d'azzurro
Sono diaciannove giorni che non scrivo. E' tantissimo tempo. Un tempo in cui qualcosa mi è cresciuto dentro. Non so dire se un vuoto o uno spazio nero che ha assorbito tutto il resto. Ma è stato brutto. Triste e difficile perché mi è sembrato di aver perso il profumo di ogni cosa. Poi stamattina mi sono alzata dal letto e ho deciso che basta così. Perché non deve esistere niente e nessuno che possa avere su di me un tale potere. Ho impiegato la maggior parte della vita vissuta fin'ora a conquistare i colori delle cose. Non li perderò.
mercoledì 4 luglio 2012
Quando il mio punto esclamativo piegò la schiena come un'ansa e interrogativo diventò
E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
Se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
Se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
Se devi startene lì aSe non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
Se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
Se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
scrivere e riscrivere,
non farlo.
Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
Se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
Se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
Non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento
le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
Quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.
Non c’è altro modo
e non c’è mai stato
C. Bukowsky
giovedì 3 maggio 2012
Parole parole parole
Tanta comunicazione, quando è troppa, diventa autoreferenziale. E allora, forse, è meglio il silenzio.
mercoledì 4 aprile 2012
Gli anni d'oro del grande Real
-Prof, ma si è tolta da feisbuc?
-Noooo
-E perché?
-Scriveva dei commenti così belli
-E i Pensieri Superflui?
giovedì 26 gennaio 2012
Gli ostacoli del cuore
Cose molto brutte.
1) Ti viene in mente un pensiero superfluo al quale vuoi dare forma scritta, ma sono le sette di mattina e tu stai guidando al buio fra le curve per raggiungere scuola. Poi arrivi, trovi i mostri già urlanti. Quando finalmente guadagni il tempo di appuntare il tuo pensiero, l'hai dimenticato
2) Feisbuc che ti inchioda il computer con la velocità di un'operazione ogni 45 secondi
3) Sfiorare per sbaglio il comando della chat di feisbuc che ti mette in linea, rendersi conto che la lentezza aumenta. Il tempo intercorso fra il tuo errore di digitazione e il momento in cui riesci a tornare offline
domenica 22 gennaio 2012
Sotto le stelle del Messico a naufragar
Chiedo scusa ai miei illustri lettori i quali, alla bontà di passare da questo blog aggiungono la gentilezza di voler commentare e incorrono nella difficoltà dell'operazione. Difficoltà sicuramente sproporzionata al valore del blog stesso; e io sono costipata per il tempo e la pazienza che i lettori esimi devono sprecare fra questi miei pensieri superflui.
Lo so che la sezione commenti fa cagare, ma non so come risolvere questo problema.
Ciononostante, io vi amo tutti!
domenica 25 settembre 2011
Il giorno di dolore che uno ha
L'ho sentito dire da più voci: feisbuc è negativo, mette in crisi rapporti, può rovinarti le giornate. Non voglio fare sociologia, antropologia o prediche.
Che la mia idea resta quella del coltello: se lo usi per tagliare il pane, ti è utile; se lo ficchi in pancia a qualcuno, allora diventa dannoso.
Tuttavia, la potenziale pericolosità del feisbuc la si misura da fatti come quello di leggere, sullo stato di un ex alunno, la domenica mattina: oggi faccio la cresima e ciò un pò di emozione.
La mia insistenza didattica sulla necessità di non sbagliare gli accenti, evidentemente ha sortito qualche effetto. Devo essere più chiara, però, sull'altrettanto vitale necessità di non sbagliare le parole. Ahimè.
La mia insistenza didattica sulla necessità di non sbagliare gli accenti, evidentemente ha sortito qualche effetto. Devo essere più chiara, però, sull'altrettanto vitale necessità di non sbagliare le parole. Ahimè.
lunedì 8 agosto 2011
Nella mia ora di libertà
Mi sono ritirato per scrivere il capolavoro della mia vita. Sono un grande scrittore. Ancora non lo sa nessuno, perché ancora non ho scritto nulla. Ma quando lo scriverò, il mio libro, il mio romanzo...
Per questo ho lasciato l'incarico di funzionario e... cos'altro? Nient'altro. Perché amici non ne ho mai avuti, e amiche ancora meno. Tuttavia mi sono ritirato dal mondo per scrivere un grande romanzo.
Il problema è che non so quale sarà l'argomento. Si è già scritto talmente tanto su tutto e qualunque coa.
Intuisco, sento di essere un grande scrittore, ma nessun argomento mi sembra abbastanza buono, vasto, interessante per il mio talento. Quindi aspetto. E, chiaramente, nell'attesa soffro la solitudine,e anche la fame, ogni tanto, ma è proprio attraverso questa sofferenza che spero di accedere a uno stato d'animo che mi porti a scoprire un argomento degno del mio talento. L'argomento purtroppo tarda a manifestarsi, e la mia solitudine diventa sempre più pesante e molesta, il silenzio mi avvolge, il vuoto s'insedia ovunque, eppure casa mia non è molto grande.
Ma queste tre cose orribili, solitudine, silenzio e vuoto mi bucano il tetto, esplodono fino alle stelle, si estendono all'infinito, e non so più se sia la pioggia o la nebbia, se siano il fohn o i monsoni.
E grido:
-Scriverò tutto, tutto quello che si può scrivere.
E una voce ironica, ma pur sempre una voce, mi risponde:
-D'accordo, ragazzo. Tutto, ma nient'altro. Intesi?
Agota Kristof, Lo scrittore. In La vendetta
mercoledì 13 luglio 2011
Ed il silenzio è uguale a morte
Ora, mi manca una connessione internet. E i pensieri superflui mi mancano come l'aria.
venerdì 14 gennaio 2011
The dark side of the moon
Io lo so che faccio molti errori di battitura, quando scrivo sulla tastiera del computer. Sono preparata, nell'andare a rileggere i post, a trovarci dentro qualunque tipo di bruttura e stranezza. Ma poco fa mi è balzata agli occhi una terza persona singolare del verbo essere, presente indicativo, senza accento. Mi ha fatto proprio male, vederla. Dire che ho sbagliato tasto non serve. Non diminuisce l'umiliazione. Ora vado di là e piango.
domenica 9 gennaio 2011
martedì 21 dicembre 2010
But I'm still haven't found what I'm looking for
Come molti sanno, io sulla tastiera del computer sono dislessica. Scrivo una cosa per un'altra, aggiungo lettere, produco refusi a profusione.Solo che i lettori intelligenti capiscono comunque quello che io ho scritto. Sono più o meno indulgenti con la mia dislessia informatica. Ma nessuno mi fa quella domanda idiota che invece mi rivolge ogni volta il signor Google quando gli chiedo qualcosa: forse cercavi...?
Che a me viene sempre di rispondere: e perché, io che ho detto?
Come si fa a inventare un Google intelligente?
Che a me viene sempre di rispondere: e perché, io che ho detto?
Come si fa a inventare un Google intelligente?
lunedì 6 dicembre 2010
Leggero nel vestito migliore
La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima, con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate di acciaio, ma come i bits d’un flusso d’informazione che corre sui circuiti sotto forma d’impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bit senza peso.
Spero innanzitutto di avere dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.
La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. Paul Valéry ha detto: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume.
...leggeri come un uccello, quindi con una direzione, un itinerario, un progetto... e con una scrittura leggera che non è frivolezza, ma precisione, aderenza perfetta tra contenuti e parole... anche su internet è la scrittura leggera e sintetica quella che si impone, che viene colta anche con un solo sguardo... leggera e trasparente nello stile... leggera e rarefatta nella sua destrutturazione in paragrafi, titoli, sottotitoli, che però sulla pagina disegnano un sistema, una macchina che funziona.
La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. Paul Valéry ha detto: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume.
...leggeri come un uccello, quindi con una direzione, un itinerario, un progetto... e con una scrittura leggera che non è frivolezza, ma precisione, aderenza perfetta tra contenuti e parole... anche su internet è la scrittura leggera e sintetica quella che si impone, che viene colta anche con un solo sguardo... leggera e trasparente nello stile... leggera e rarefatta nella sua destrutturazione in paragrafi, titoli, sottotitoli, che però sulla pagina disegnano un sistema, una macchina che funziona.
Italo Calvino, da Lezioni americane
Però mi piaci
Mi piace: leggere i blog di sera, seduta sul divano.
Non mi piace: leggere blog con pezzi troppo lunghi.
Mi piace: leggere blog che mi fanno ridere.
Non mi piace: i blogger che vogliono dire sempre la loro su tutto quello che accade.
Mi piace: il blog che ti racconta una storia. Cioé, scritto come se ti raccontasse una storia.
Non mi piace: la gente che scrive tutto quello che gli passa in testa, così come gli passa in testa, che tu non ci capisci niente.
Non mi piace: leggere blog con pezzi troppo lunghi.
Mi piace: leggere blog che mi fanno ridere.
Non mi piace: i blogger che vogliono dire sempre la loro su tutto quello che accade.
Mi piace: il blog che ti racconta una storia. Cioé, scritto come se ti raccontasse una storia.
Non mi piace: la gente che scrive tutto quello che gli passa in testa, così come gli passa in testa, che tu non ci capisci niente.
martedì 30 novembre 2010
E un po' di rosso routine dentro al bicchiere
Pensieri superflui sono quelli che si fanno affacciandosi ad una finestra. O davanti a un caldo calice di vino. Sono chiacchiere inutili che hanno però il profumo delle parole. Il nuovo colore di questa pagina è per la bellezza del tempo trascorso così, senza fretta. Non rifiutate mai qualcuno che vi versa del vino, perché è una promessa di felicità.
Quello che le donne non dicono
In questo momento il parlamento italiano discute la riforma universitaria. In queste ore gli studenti italiani protestano come non facevano da anni, con veemenza e su tutto il territorio nazionale. Nelle stesse ore, uno dei maestri della nostra cultura esce di scena con un coup de theatre degno delle sue migliori opere: a 95 anni si lancia nel vuoto.
Quel vuoto che sta avvolgendo la cultura italiana, in queste ore.
Io quello che penso è questo.
Quel vuoto che sta avvolgendo la cultura italiana, in queste ore.
Io quello che penso è questo.
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