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domenica 19 maggio 2013

La canzone mononota

Il libro sullo yoga trovato in aeroporto è noiso.
Se ho desiderio di leggere, preferisco leggere altro.
Se ho desiderio di yoga, stendo il tappetino e pratico un po' di asana.  
Un misto poco appagante. Forse in aeroporto non l'avevano dimenticato, ma magari proprio intenzionalmente abbandonato. Magari farò lo stesso.
Che poi i libri restano comunque magici.

mercoledì 15 maggio 2013

Un treno per l'America senza fermate

Io credo che i libri sono magici. Che parlino fra loro e con noi. Credo che non è il lettore a scegliere il libro ma il libro a scegliere il lettore perché ha qualcosa da dirgli proprio in quel preciso momento. E adesso ne ho le prove.
Perché mentre ero in aeroporto in attesa del cambio, con un po' di tempo vuoto davanti che passavo ad osservare visi e immaginare strade, su una sedia poco lontano da me l'ho visto. Abbandonato. Con la copertina rivolta verso il basso. Un libro.
Un libro che ho deciso dovessere essere mio prima ancora di aver visto cosa fosse. Avrei preso anche le ricette di Benedetta Parodi. Ma essendo i libri magici, mi sono avvicinata con la sacra convinzione che quel libro fosse lì solo per me.
Lo sollevo. Lo giro lentamente fra le mani. 
L'amore, il sesso e lo yoga. 
Dalle recensioni pare sia abbastanza banale; ma cosa importa. Trovare un libro che parla di yoga ha unito due delle mie più profonde passioni in un attimo solo, di pura casualità o di destino segnato. Chissa.
Inizio a leggerlo. 
Questa mattina, poi, i miei ragazzi dovevano fare il compito in classe. Tre ore di tema. A meno che non abbia altre verifiche da correggere, cosa che oggi non accadeva, porto con me un libro quando loro hanno da scrivere. Sinceramente il dubbio sull'opportunità di portare in classe un libro con la parola SESSO bella grande in copertina mi è venuto; ma poi mi son detta che, ahimé, agli alunni non è mai importato molto delle mie letture. Almeno non dei libri che ho portato loro in classe. Leggere lasciando con finta indifferenza la copertina posata sul tavolo non sarebbe stato difficile. Sicché loro scrivevano i temi e io leggevo le mie pagine. 
Quando si alza incuriosita la voce: Cosa legge, prof?
Non lo so se il mio volto immerso nelle yogiche letture li ha interessarti, o cosa. Spero vivamente nella prima ipotesi.
Un romanzo che parla di yoga, ho risposto. 
Chissà, magari il libro magico ne appassionerà almeno qualcuno alla lettura o alla pratica dell'ashtanga. Voglio sperare. L'ipotesi che siano stati incuriositi dalla loro prof che legge libri pornografici, non voglio neanche prenderla in considerazione.

sabato 23 marzo 2013

Ascolta l'infinito

Io sono fortunata. Non potrei chiedere nulla di più a rendere incantevoli i miei giorni. 
Poi ci sono un paio di cose che mi riconciliano al creato in maniera totale. Lo yoga, e la birra.

lunedì 18 marzo 2013

Calamita e diamanti

Il senso di profondo equilibrio, assoluto dominio di sé, sereno distacco e completo benessere che emana un corpo mentre fa yoga. 
Poi ci sono io. Che di piegare mi piego, ma le posizioni di equilibrio mi viene da piangere.

mercoledì 16 gennaio 2013

Quando ambiziosa come nessuna mi specchiavo nella luna

Io ho tanti difetti, e non sono modesta. Fra i miei difetti, una delle prime risposte che mi viene in mente alla domanda cosa cambieresti di te, è il culo.
Non ce l'ho un bel culo. Possiamo senza timore di esagerare affermare che ne sono del tutto sprovvista. Considerate queste premesse, non è difficile comprendere quanto lo spogliatoio della palestra sia stato traumatizzante, per me, all'inizio. Non è vero che sono solo i maschi a contendersi le misure. Io mi sentivo un brutto anatroccolo fra tutte ste palestrate che si denudano nello spogliatoio per mostrare le loro forme. 
Mica per farsi al doccia, io ne sono convinta. 
Durante le prime settimane di frequenza della palestra, dunque, mi cambiavo veloce come un ladro, sguardo basso e luogo appartato.
Poi, a un certo punto, ho iniziato a prendere confindenza con la situazione di ritrovarsi tante donne nude intorno. E ho alzato gli occhi.
Orbene, io farei volentieri a cambio con un altro paio di chiappe più degne di cotale appellativo rispetto alle mie, ma mi sono accorta che non è che sia poi così disperata, la mia situazione.
Sono soddisfazioni.

La gioia ca crea

Sono così appassionata dello yoga, ma così appassionata che quando l'uomo mio adorato mi ha proposto un fine settimana maremmano, con amici tosani e tagliata e crema catalana che non ce n'è eguali sulla terra, il mio primo pensiero è stato: perdo l'allenamento di yoga.