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giovedì 25 ottobre 2012

Certo se fossi al posto tuo io so già che cosa mi direi

Monti chiede. La Fornero dichiara. Berlusconi annuncia. Bersani sostiene. Grillo minaccia. Alfano replica. La Santanché si mostra contrariata. Renzi contraddice. I sindacati promettono. 
Nessuno dei suscritti verbi, di cui i nostri giornali sono così ridondanti, corrisponde ad un'azione che non sia quella di ciarlare. Fare promesse. Da marinaio, si diceva un tempo. Da parlamentare, si potrebbe dire adesso. Che Schettino mica aveva annunciato che sarebbe morto al posto dei passeggeri. Invece i nostri parlamentari non fanno che annunciare. E i giornalisti, a schiera, tutti a dare eco a queste chiacchiere. E se invece li lasciassimo al buio fino a che parlano? Non puntiamogli i riflettori, che poi l'amore per la prima scena li distoglie dal mantenere le promesse. Monti fa pagare. Fornero insulta. Berlusconi tromberebbe. Bersani quando fermerà i taglia alla scuola poi ce lo fate sapere. Ma solo usando il passato prossimo. Ha fermato. Grillo nuota. Alfano tace. La Santanché va dal chirugo plastico. Renzi guida il camper. I sindacati non si oppongono. Che belli i verbi del fare.

lunedì 27 febbraio 2012

Lasciatemi cantare con la chitarra in mano

Prescrizione non vuol dire assoluzione. L'italiano è importante.

martedì 7 dicembre 2010

Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello ma è convinto che sia un portafortuna

La novità scientifica di oggi è che l'aspirina combatte il cancro. Basterebbe, infatti, prendere un'aspirina al giorno per cinque anni per ridurre l'incidenza del tumore. 
Forse a questo pensava mister B. quando ha annunciato che avrebbe sconfitto il cancro in tre anni; certo, lui è sempre ottimista. Tremonti avrà suggerito che gli anni di aspirina devono essere di più. Ma insomma, siamo ufficialmente entrati nel campo della magia.
Abracadabra.

giovedì 3 settembre 2009

Bandiera rossa trionferà

Io lo confesso: sono una di sinistra. Snob, prevenuta, cospiratrice, un po' terrorista, libertina.
Quando ero bambina mi hanno insegnato a suonare sulla diamonica AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA BANDIERA ROSSA TRIONFERA'. Da ragazza ho frequantato l'Università di Cosenza, pericoloso covo di brigatisti negli anni di piombo; i prof ci facevano leggere sempre i critici marxisti. In sintesi: sono deviata.
E io ci sono proprio affezionata a L'Unità.
Alla sua storia, alla resistenza che ha combattuto per mantenersi viva durante il ventennio, al fatto che ora la dirige una donna e che questa donna non è mai stata una velina, nè una letteronza.
Mi piacciono, ste cose.
Anche il nuovo formato grafico è proprio bello. Allora mi chiedo: noi minoranza di finti intellettuali, illusi sognatori, pertinaci difensori di una pratica quasi in disuso come leggere un giornale... noi, che saremo pure antipatici, non abbiamo però il diritto a leggerlo, quel giornale là?
Tipo avvicinarci al chiosco dell'edicola e dire: buongiorno. L'Unità, grazie!
Senza temere che magari l'edicolante si trasformi in un agente segreto o in un soldato delle SS (Salviamo Silvio, nuovo corpo difensivo della Repubblica Italiana) e ci punti contro un'arma chimica per iniettarci una dose letale di viagra?
Dopotutto siamo ancora folclorici, noi di sinistra.
Potete fotografarci e metterci su facebook. Mentre leggiamo il giornale. E taggare i vostri amici e scrivere: l'ho visto davvero!