Io non capisco nulla né di musica né di vini. Non sono capace di riconoscere un solo odore in un calice di vino, e su uno spartito so distinguere solo le linee dai pallini. Però mi piace bere vino e ascoltare musica. E so dire quale gusto e sonorità mi piace, e quale no. Non so motivare la mia predilezione, essendo io nella totale ignoranza di entrambe le categorie. Però non ignoro i miei gusti. E allora ve lo devo proprio dire. A me Bach mi annoia parecchio.
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mercoledì 14 novembre 2012
sabato 27 ottobre 2012
E un po' di rosso, routine dentro al bicchiere
Rouge noir è un classico della moda femminile. Naturalmente io non sono esente dalla passione per questo smalto. Perché il rosso è il colore della seduzione. Perché non so quale attrice strafiga in un film cult aveva le unghia dipinte di questo rosso. Ma, soprattutto, perché è lo stesso colore di un bicchiere di vino. Rosso, ovviamente.
martedì 2 ottobre 2012
Dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori
Mi piace credere che da insegnanate di lettere posso comunicare ai ragazzini l'amore per i libri. Illusa da questa chimerica ambizione, mi emoziono spesso mentre in classe si legge, si scrive o si parla di letteratura. Coi ragazzini di prima capita di leggere il Decalogo di Daniel Pennac; ironico e acuto elenco dei diritti inalienabili di un lettore, fra cui emerge quello di non leggere. Perché, da che mondo è mondo, ciò che è imposto non piace mai mentre irresistibilmente ci attira la trasgressione.
Allora, i bimbetti possono immaginarsi un loro decalogo per destrutturare, se vogliono, tutta l'idea che gli hanno inculcato dei libri da leggere per forza.
Uno dei nuovi è diventato il mio idolo per aver prodotto la seguente affermazione: io aggiungo il diritto numero 11 che è quello di bere mentre si legge.
Io non so che tipo di bevanda avesse in mente il tondo e paffuto allievo, ma secondo me diventerà un lettore di quelli che possono cambiare il mondo.
sabato 5 maggio 2012
Tu sei un ragazzo pulito, hai le orecchie piene di sapone
Ho deciso. Fino a che continuerò ad insegnare, non accetterò mai incarichi in scuole vicine al posto in cui abito. Perché poi esci, e incontri alunni, mamme, padri in giro. Questo è fastidioso. Purtroppo, l'insegnante ha - o quantomeno cerca di mantenere - un ruolo di rispettabilità. Tu sei l'educatore, il depositario di un sapere che, per quanto svalutato, è pur sempre un bene. E allora a chi ti incontra per strada devi offrire un'immagine di te consona al ruolo.
Ecco perché io voglio lavorare ad una distanza sufficiente dal posto in cui abitualmente esco per diletto. Perché quando esco per diletto, io ruoli non ne voglio avere.
La scuola dove lavoro adesso, dista 25 km da casa. Sufficienti a preservarmi da incontri alunneschi. Fino ad oggi.
Oggi è un fine settimana di maggio. Allora capita che la gente, dal paesino, se ne viene giù in città. Sicché ho incontrato l'allegra famigliola del mio alunno, comprensiva dell'alunno stesso, mentre camminavo e mangiavo un wafer caldo ricoperto di nutella; e, avvolta dalla lussuria del cioccolato, ero altresì impegnata a non farmi gocciolare la nutella dappertutto. E' stato in questo preciso momento che li ho incontrati.
Tutto sommato, però, averli incontrati poco prima, mentre mangiavo carne argentina e bevevo vino, sarebbe stato peggio.
venerdì 17 febbraio 2012
E allora mambo
Finalmente è venerdì. E mi aspetta un fine settimana tutto al femminile con le mie amichette lupe. Perché il primo pensiero appena uscita da scuola è stato la quantità di vino presente in casa?
mercoledì 16 febbraio 2011
L'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare
Io vivo in un paesino sui colli romani. Da queste parti si produce vino buono. Nel paesino in cui vivo c'è un supermercato, dove vendono del vino. Ma sarà che io non lo so scegliere. Il punto è che il vino comperato in quel supermercato del paesino in cui vivo, a me non piace.
E cambio marca, eh.
Quello che non potrò cambiare, secondo un decreto approvato oggi, è il paesino in cui vivo.
Sono cose brutte.
E cambio marca, eh.
Quello che non potrò cambiare, secondo un decreto approvato oggi, è il paesino in cui vivo.
Sono cose brutte.
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