Affermare: Quello è per me, è una delle tappe più significative nell'emancipazione di genere.
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mercoledì 5 giugno 2013
Angeli e no
È sempre appagante quando ordini da bere qualcosa di più (una dose maggiore o una birra più forte) del tuo accompagnatore, e il cameriere tornando al tavolo posa il tuo bicchiere accanto all'altro avventore. Che essendo uomo, avrà ordinato lui questo.
lunedì 27 maggio 2013
Donna come l'acqua di mare
Donne che amano troppo.
Donne che corrono coi lupi.
Dovrebbero essere letture obbligatorie.
Femmena, tu si na mala femmena
A tutte le donne.
A tutte le donne calabresi.
Non sentitevi insultate se una donna, fosse anche una sola, denuncia di aver subito trattamenti discriminanti e in qualche modo violenti solo per il fatto di essere donna.
Oggi c'è una di noi che è stata uccisa dal ragazzo che, anche solo per un giorno, ha creduto di amare. E c'è una donna che ha lasciato la sua terra perché ha subito discriminazioni di genere. Questo non vuol dire che le vostre storie non siano bellissime e sane, se ve ne sentite escluse. Siete fortunate. Ma il problema c'è. Se anche solo due persone lo denunciano, il problema deve diventare di tutti perché lo si risolva.
Il problema della violenza sulle donne in quanto donne c'è.
C'è da secoli. Ed è penetrato negli strati più profondi del nostro essere donne. Tanto che, forse, facciamo fatica a vederlo.
Ma, vi chiedo, fermatevi a pensare. Nel profondo. So perfettamente, non avete idea di quanto bene lo so, che toccare le ferite profonde è molto doloroso. E crea una reazione di negazione e fuga. Ma, per un momento, trattenete il respiro. E pensate.
Pensate a tutte le volte che, tornando dal lavoro, stanche come stanco è il vostro uomo al ritorno da lavoro, gli avete detto o anche solo pensato: riposa, ci penso io.
Una volta è amore, se la volta dopo lo farà lui. Altrimenti è obbedire a un archetipo che ci vuole sottomesse.
Pensate a tutte le volte che leggiamo di donne uccise dai loro uomini. Se anche solo una volta abbiamo sentito una sottile e remota voce ripetere: lei chissà cosa aveva fatto. Se l'abbiamo sentita, obbediamo a un archetipo che ci vuole sottomesse.
Pensate a quando fate l'amore. A quante volte raggiungete l'orgasmo e con quanta facilità riuscite a chiedere al vostro partner ciò che desiderate. Se non ci riusciamo con facilità, obbediamo a un archetipo che ci vuole sottomesse.
Pensate a cosa avete provato nel leggere questa mia considerazione. Io, scrivendola, mi sono sentita una donna dai costumi lascivi. Se lo stesso, pur generoso e ammiccante giudizio, è venuto in mente a voi, obbediamo a un archetipo che ci vuole sottomesse.
Pensate alle parole. L'uomo che corteggia più donne è un dongiovanni. La donna, se anche solo ad un certo punto decide di lasciare il proprio uomo per un altro, è una troia. O zoccola, o puttana. Numerose sfumature di una parola che non è certo lusinghiera e seducente come il corrispettivo maschile. Se non ci viene in mente nessuna parola che sia la versione maschile di troia, puttana o zoccola, obbediamo a un archetipo che ci vuole sottomesse.
Hanno deciso che la donna, discendente di Eva, porta con sé il peccato del mondo. Hanno deciso che all'uomo spetta la gloria, mentre alla donna il calore del focolare. Hanno deciso che il corpo della donna è funzionale alla procreazione. Questo ci portiamo dentro.
Per quanto emancipate, libere, progredite, colte e combattive possiamo essere.
Certo, ognuna a suo modo. Con la diversità delle storie di ognuna. Con la specificità geografica che, a mio parere, è anche significativa. Ma non possiamo negare di discendere da questi archetipi.
E se anche una sola di noi è vittima di un trattamento di violenza che ci ha accomunato, non dovremmo reagire con aggressività. La nostra dignità non la affermiamo demonizzando la donna che chiede aiuto perché si sente debole. Se anche lei, chiedendo aiuto, si accomuna a noi, tendiamole il nostro abbraccio. Questa volta si, materno. Perché il grembo accogliente, caldo e protettivo, noi l'abbiamo.
E allora, accogliamo, riscaldiamo e proteggiamo questa sofferenza. Delle nostre antenate. Delle nostre contemporanee. Di quella parte di noi stesse che, forse, un pochino, di questo soffre ancora. Siamo madri della bellezza dell'essere donne. Difendiamola. Insegnamola ai nostri uomini. Che ci amano.
I nostri padri, i nostri mariti, i nostri giovani fidanzati, i nostri fratelli, ci amano. Ma spesso non sanno fare altrimenti. Insegnamoglielo noi. Con dolcezza, femminilità, senza voler essere come loro. E senza sentirci accusate, infastidite, aggredite da chi dice che le donne sono sottomesse. Dobbiamo imparare nuovi ruoli, perché abbiamo la fortuna di non vivere più, noi donne calabresi, per esempio, in un posto che ci tiene chiuse in casa e zitte a impastare il pane. Però ne abbiamo di ferite da curare. Di strada da fare. Di muri da abbattere ancora. Non possiamo negarlo.
Secondo me, possiamo farlo solo se saremo donne. Profondamente. Con la delicatezza che solo noi sappiamo avere. Con la forza che solo noi possiamo generare. Secondo me possiamo farlo solo se davanti a chi denuncia un problema non ci sentiamo inquirenti, ma grembo. Accogliente. Protettivo. Forte.
Finché una sola donna, in qualsiasi parte del mondo, sarà uccisa perché donna, il problema non è altrove. Ma mio. Tuo, forse. Nostro, magari. Mio sicuramente.
Francesca
domenica 14 aprile 2013
Non hai ieri non hai domani
Sto leggendo un libro che parla di storia; della storia di Francia fra il 1500 e la Rivoluzione.
Il libro si intitola Amanti e regine e, com'è facile intuire, è una lettura storica dalla prospettiva femminile; quelle donne troppo spesso dimenticate, offuscate, cancellate dalla storiografia perché subordinate alle figure maschili. Non che questo saggio ribalti il maschilismo dominante nella storia e nelle fonti storiche. Tuttavia dalle sue pagine prendono corpo e passione figure che probabilmente non avrei mai conosciuto.
Diane de Poitiers è stata l'amante del re di Francia Enrico II. Lui aveva 17 anni, lei 36.
L'autrice del libro racconta con accattivante ricchezza di particolari le trame anche politiche di questa favorita. La quale, soprattutto se paragonata al suo giovane sovrano, risulta particolarmete attempata. "Per i criteri dell'epoca", sottolinea la scrittrice. Ma l'identificazione scatta automatica, soprattutto perché da qualche giorno sento particolarmente il tempo che passa. Diane de Poitiers era attentissima alla cura della propria persona: non lasciava passare giorno senza ricorrere a tutte le accortezze che allora si conoscevano per mantenersi il più possibile giovane. Bagni in acqua calda e poi fredda, impacchi di latte, lunghe passeggiate. E la storia d'amore con il giovincello è finita con la morte premtaura. Di lui. Neanche la giovane moglie del re, Caterina dei Medici, ha mai avuto il potere di sostituire la grazia della favorita.
Ovviamente oggi sono andata in profumeria a comperare tutti i trattamenti di bellezza possibili. Non sono innamorata di nessun diciassettenne.
E' che i libri hanno sempre avuto un'influenza preponderante, su di me.
lunedì 18 marzo 2013
Finirà questa neve, questo inverno sarà breve
No. No, non voglio parlare delle condizioni climatiche; è l'argomento più banale che si possa affrontare, pur nelle eventuali abilità stilistiche dello scrittore.
E' un sogno che vorrei raccontare.
Stanotte ho sognato che indossavo un abitino primaverile che ho comprato e che sta lì, tutto fresco e nuovo, dentro al mio armadio. Ho sognato che lo indossavo. Non serve Freud per capire il senso di questo sogno. Poi mi sono svegliata e mi sono ricordata che c'era l'allerta meteo, e per andare al lavoro anche oggi si rischiava di restare bloccati sotto la bufera.
Ecco.
mercoledì 16 gennaio 2013
Quando ambiziosa come nessuna mi specchiavo nella luna
Io ho tanti difetti, e non sono modesta. Fra i miei difetti, una delle prime risposte che mi viene in mente alla domanda cosa cambieresti di te, è il culo.
Non ce l'ho un bel culo. Possiamo senza timore di esagerare affermare che ne sono del tutto sprovvista. Considerate queste premesse, non è difficile comprendere quanto lo spogliatoio della palestra sia stato traumatizzante, per me, all'inizio. Non è vero che sono solo i maschi a contendersi le misure. Io mi sentivo un brutto anatroccolo fra tutte ste palestrate che si denudano nello spogliatoio per mostrare le loro forme.
Mica per farsi al doccia, io ne sono convinta.
Durante le prime settimane di frequenza della palestra, dunque, mi cambiavo veloce come un ladro, sguardo basso e luogo appartato.
Poi, a un certo punto, ho iniziato a prendere confindenza con la situazione di ritrovarsi tante donne nude intorno. E ho alzato gli occhi.
Orbene, io farei volentieri a cambio con un altro paio di chiappe più degne di cotale appellativo rispetto alle mie, ma mi sono accorta che non è che sia poi così disperata, la mia situazione.
Sono soddisfazioni.
domenica 13 gennaio 2013
Bruci la città
Me ne convinco sempre di più. Se fossi nata nel 1500 mi avrebbero arsa al rogo come strega.
venerdì 28 dicembre 2012
Oggi hai parlato troppo
Le vacanze sono fatte per dormire. E per gustarti la notte, elegante e silenziosa; leggere è più bello, di notte. Anche scambiarsi parole, con amici e non amici. Senza che la testa ti cada penzoloni anche mentre sei in piedi, perché la sveglia delle sei è già pronta, ticchettante e minacciosa, a schiaffeggiarti per mandarti a scuola.
Le vacanze sono fatte per dormire fino alle undici. Alzarsi lentamente, riempirsi gli occhi di mare mentre la stanza è inondata dal sole (alto! fare colazione col sole è una delle magie delle vacanze) e dal profumo del caffè.
Le vacanze sono fatte anche per leggere. Quindi, con lenta indolenza, ti stendi sul divano col tuo libro e tutto il resto non esiste.
Quando il tuo uomo torna dal lavoro, tu sei sveglia da neanche due ore. Non ti ha neppure lontanamente sfiorato l'idea ti farti ancora una doccia, quindi sei avvolta nel piagiama. Pranzo, no grazie. Lui, poveraccio, che non essendo insegnante non ha queste vacanze secolari che abbiamo noi fancazzisti comunisti docenti, torna stanco. Affamato, credo.E trova la sua donna che non ha prepratao da mangiare, non ha fatto la spesa, legge.
Un altro al suo posto avrebbe potuto picchiarmi, e anche ammazzarmi. Non ha ragione quello là, che io me la sono cercata?
lunedì 24 dicembre 2012
Accecato d'amore mi stava a guardare
Gli uomini sono elementari. Inutili le elucubrazioni tutte femminili. Le tette e il culo per farli contenti. Quando non chiamano è perché hanno di meglio da fare. Se dicono di apprezzarti perché sei intelligente, è falso.
giovedì 20 dicembre 2012
Dietro le apparenze
La cosiddetta questione femminile è un affare complicato assai. Quali siano i diritti calpestati di una donna, quanto poi le donne se li calpestino da sole i propri diritti, in quali forme è giusto differenziarsi dai signori uomini, sono domande alle quali sono possibili molteplici risposte.
Sarà forse per questo, o forse per un pregiudizio atavico, ma la donna, sola, a piedi, di sera, tende a non passare per strade buie e isolate. Secondo me anche un uomo solo, a piedi, di sera, può evitare di ficcarsi nelle stradine isolate. Ma magari la donna sta più attenta, giusta o sbagliata che sia questa maggiore attenzione.
Io non sono una che ha immotivate paure. Tuttavia, se mi trovo nella suddetta condizione, cerco di evitare zone a rischio aggressione. In palestra vado a piedi. E al lunedì sera il mio turno di allenamento inizia alle 20.00. Quindi opto per una strada diversa da quella che percorro fino ad una certa ora del giorno, e passo dal corso principale.
Siccome la temperatura di sera si abbassa parecchio, per andare in palestra a piedi mi bardo nel seguente modo: piumino lungo fin quasi alle caviglie, cappello di lana, guanti, sciarpa avvolta il più possibile attorno al viso perché ormai, appena prendo un po' di freddo alla gola, mi va via la voce e col lavoro che faccio non posso permettermelo. Mi avvolgo nella sciarpa così tanto che il respiro appanna gli occhiali.
Se andassi in una strada isolata, buia, a piedi così conciata, probabilmente il passante normale così come il presunto aggressore si spaventerebbe lui di me.
Ecco, la parità dei sessi è un modo di pensare.
sabato 15 dicembre 2012
Poi all'improvviso arriva l'età di amare follemente l'uomo che non va
Spiegavo le funzioni di Propp e la fiaba ai miei discenti di prima. Mi sono soffermata, anche perché lo stesso libro accennava a questo aspetto, sul valore archetipico delle fiabe. Su co e questo prezioso e meraviglioso patrimonio orale sia nato per guidare i ragazzi alla "cerimonia di iniziazione" e su quanto ancora oggi possiamo trarre di insgenamenti dalle fiabe.
Una bella e molto brava alunnetta, occhi grandi e modi da donnina, mi chiede come mai il premio sia spesso un principe azzurro.
-Insomma, conclude con accento che sembrava quasi polemico - che cosa ha di speciale il princpe azzurro? Che insgenamento dobbiamo trarne?
Non mi sembrava vero. Mi sono passate per la mente, veloci e intense come lampi durante un temporale, alcune possibili risposte su Jung, Donne che corrono coi lupi, femminismo, amazzoni, mitologia. Ho preso un profondo respiro e ho iniziato a rispondere, cercando di essere ordinata, precisa ed essenziale.
Anche le altre compagne sembravano interessate. Dopotutto, è l'età in cui scoprono l'amore.
Quei cazzoni degli alunni maschi, invece, hanno inziato a fare confusione e battute sull'idea di principe azzurro. Al che mi è sembrato evidente che non tutto l'uditorio era pronto a sentirsi dire certe cose. Rimprovero per richiamare l'ordine, e torno a spiegare in generale le funzioni.
Ma la mia prediletta, alla fine della lezione, mi si avvicina e insiste: -prof, qualche altra volta me la finisce di spigare la storia del principe azzurro?
Certo, cuore mio. Te lo spiego. Chissà, magari riesco a salvarti.
lunedì 10 dicembre 2012
Dimmi dove sei, proprio in questo momento
Io non fumo, quindi non conosco l'intricato e complesso fenomeno dello smarrire gli accendini. Però smarrisco il burro cacao. Con una frequenza imbrazzante.
giovedì 25 ottobre 2012
Nostos
Quello che ha detto e fatto Mister B, io non l'ho mai condiviso. Fermo restando questo assioma, è un prodotto che si è sempre venduto al meglio. Da un punto di vista di marketing, di autopromozione, non ne sbaglia una. Coi suoi discutibili e poco eleganti modio, ovvio. Ma sa capire l'atteggiamento vincente e lo adotta. Tipo non presentarsi alle prossime elezioni. Nell'onda di rottamatoria antipolitica, sulla scia dei parlamentari indagati che si moltiplicano a velocità siderali, la gente vuole un cambiamento. E lui, Mister B, non si fa mettere alla porta e annuncia di voler lasciare spazio ai giovani.
Meglio, alle giovani amazzoni.
Che lui senza odor di figa non ci sa proprio stare.
Quindi alla ricerca di queste donne di mitologica memoria da candidare.
Non ditegli che le Amazzoni, quelle vere, erano talmente incuranti della loro sessualità da avere l'abitudine di tagliarsi un seno per essere più veloci nello scagliare le frecce. Non diteglielo, perché le sue di amazzoni ho l'impressione che i seni tendano a farseli gonfiare un po'.
Ma non andiamo troppo per il sottile.
Ci sono queste donne, mai viste prima. Proviamo a pensare che ce ne possa essere, fra loro, qualcuna che un po' di cervello ce l'abbia pure. Questa mattina in tivvù ne ho vista una, che aveva tutta l'aria di riuscire a mettere insieme una serie di frasi di senso compiuto fino a costruire un discorso. Mi stava diventando quasi simpatica. Fino a che non si è incagliata in un insopportabile: noi percorreremo la strada sul quale il presidente B...
Allora, saranno anche amazzoni ma la grammatica italiana continuano a ignorarla.
martedì 2 ottobre 2012
Aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso
A noi donne ci raccontano un sacco di balle, da bambine. Sicché poi diventiamo donne adulte che credono a un sacco di balle. Tipo il principe azzurro, così per dirne una. Poi ci dicono che se da ragazze abbiamo i brufoli e da più adulte avremo le rughe, resta inteso comunque che ci sarà un'età di mezzo in cui la pelle del nostro viso sarà morbida come la seta, splendente come la luna, profumata come un giardino di rose.
Balle.
I brufoli si formano ancora quando iniziano a comparire le rughe.
Sono cose brutte.
sabato 7 luglio 2012
Vivevo come la luna tra fasi alterne e calanti ed esplosioni crescenti
Tanto, faccio tutto da sola. Il bello e cattivo tempo del mio cielo. In fondo, dipende solo da me. Ed è naturale.
mercoledì 20 giugno 2012
Ti leggo nel pensiero
Una delle maggiori difficoltà degli uomini sta nell'interpretare e aiutare una donna che parla dei propri stati d'animo. Per la donna, l'ostacolo più arduo consiste nell'interpretare e aiutare un uomo che non parla [...]
Le donne pensano ad alta voce, rendono partecipe l'ascoltatore interessato delle loro scoperte interiori. Capita di frequente che una donna scopra ciò che vuole dire semplicemente parlandone. Gli uomini, invece, elaborano le informazioni in modo molto diverso [...] può capitare che se non ha a disposizione informazioni sufficienti per elaborare una risposta, un uomo non reagsica affatto.
John Gray, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere.
Saggio sulla diversità genetica e psicologica fra maschi e femmine. Dice, lo scrittore, che riflettere su tale diversità è fondamentale per avere relazioni di coppia positive e non conflittuali. Interessante lettura. Ma, in tutta sincerità, stando a quanto dice ti viene piuttosto voglia di restartene da sola. Universi paralleli che possono incontrarsi solo con sforzo di comprensione e adattamento. E allora, chi te lo fa fare?
venerdì 15 giugno 2012
Ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà
Cosa spinge le donne a svenire ai piedi di chi le fa soffrire?
lunedì 21 maggio 2012
La donna cannone
Da quando il carburante dell'auto costa più del petrolio, si cerca tutte le soluzioni per risparmiare qualche spicciolo. Una di queste soluzioni, è rifornirti al super, iper, ultra o comesichiama service; insomma, la pompa aperta 24 ore su 24. Costa meno. E allora, oggi, entro nel rifornimento, prendo l'apposita corsia super, iper, ultra service, ma accosto. Spengo il motore, ma prima di scendere mi si avvicina il benzinaio. Giovanotto gentile, nel cui immaginario comune donna e pompa rimanda al campo semantico dell'erotismo, e solo a quello; per il resto, no, la donna non ce la può fare.
Questo mi si avvicina, e dice, col tono generoso di chi vuole dirti come fare senza offenderti: è self service, qui.
Ecco, quei centesimi che posso aver risparmiato di carburante, li ho guadagnati triplicati in soddisfazione, rispondendogli con un sorriso sfavillante: lo so! Aprire lo sportello, scendere, e dirigersi sicura e spavalda verso il distributore, non ha prezzo.
sabato 7 aprile 2012
Lui ti offre la sua ultima carta, Il suo ultimo prezioso tentativo di stupire
Una donna passa: tu fai appena in tempo a notare quant'è bella che già non la vedi più.
Ecco, se mi domandassero qual è il mio tipo di donna, direi che l'ho appena descritto.
Ma quello che più di tutto mi attira, quello che proprio mi devasta in una donna da aeroporto, è il pensiero che non la rivedrò mai più.
E una donna che non rivedrai mai più è bella per forza.
Una donna che non rivedrai mai più è tutta immaginazione.
Una donna che non rivedrai mai più è una donna a cui prometteresti qualunque cosa pur d'impedirle di andarsene.
Diego De Silva, Sono contrario alle emozioni
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